Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

In arrivo alle banche il manuale di risoluzione

Tra due settimane il Single resolution board, l’autorità europea di risoluzione, invierà alle oltre 120 grandi banche nel suo raggio di azione un documento molto dettagliato di consultazione contenente una sorta di manuale di risolvibilità: un catalogo di linee guida e benchmarking che illustra cosa dovrebbe fare un istituto di credito, o meglio ancora “l’aspettativa” dell’SRB, per prepararsi al meglio alla risoluzione. Le banche avranno sei settimane di tempo per digerire il testo di best practice e rinviare suggerimenti e commenti all’SRB che pubblicherà il tomo all’inizio del 2020. Sempre entro febbraio, l’autorità di risoluzione guidata da Elke König pubblicherà un altro documento, la policy su Mrel-Tlac, i nuovi strumenti “bail-inable”, collocati solo a investitori istituzionali e da utilizzarsi per assorbire le perdite e ricapitalizzare la banca che, nell’interesse pubblico, va in risoluzione dopo essere stata dichiarata dalla Bce/SSM in accordo con l’SRB «in dissesto o a rischio di dissesto».

Questi documenti in arrivo rientrano nell’accelerazione in atto sull’implementazione di tutto ciò che riguarda il percorso di risoluzione bancaria, uno dei pilastri che in via preventiva mira a rafforzare la fiducia dei cittadini nelle banche. Entro la fine di questo anno verranno finalizzati tutti i dettagli del backstop da 60 miliardi messo a disposizione con una linea di credito dal Meccanismo unico di stabilità (Mes) al Single resolution fund, anch’esso da 60 miliardi: una potenza di fuoco totale da 120 miliardi che andrà a pieno regime al più tardi nel 2024. Per risolvere in maniera ordinata le crisi bancarie dentro la cornice del bail-in, cioè senza far pagare tutto il conto ai contribuenti come ai tempi del bail-out, serve però ben altro. In occasione della conferenza annuale del SRB che si è tenuta ieri a Bruxelles, König e il Board hanno lanciato un messaggio forte e chiaro su quel che manca e che va assolutamente deciso: serve una fonte di liquidità immediata e di grandi dimensioni per assicurare il successo della risoluzione di una banca failing or likely to fail. Non basta infatti rimettere in piedi l’istituto “resolvable” nell’arco di un week-end con piena continuità operativa già nel lunedì successivo: quel lunedì, la “nuova” banca se non potrà contare subito sull’accesso al mercato avrà bisogno di liquidità con un canale extra. «Diciamolo chiaramente, senza questa liquidità disponibile da lunedì se necessaria, la risoluzione non c’è», ha detto Elke König. L’unico istituto in grado di fornire questa liquidità è la banca centrale, la Bce, che però non deve esporsi ad alcun rischio di perdita nel far questo.

Non da ultimo, occorre armonizzare le procedure di liquidazione perchè le banche più piccole che non rientrano nella risoluzione rischiano di essere soggette alle leggi nazionali sull’insolvenza, creando un incubo normativo che scoraggia gli investitori. Non è escluso che l’SRB trovi il modo di far rientrare il concetto di interesse regionale nell’interesse pubblico, allargando il campo di azione della risoluzione. Allontanare gli investitori, che acquistano equity e bond, è la cosa peggiore che l’Europa possa fare, creando uno svantaggio competitivo delle banche europee rispetto alle americane, ha tuonato ieri il ceo di Unicredit Jean Pierre Mustier alla conferenza SRB.

Isabella Bufacchi

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Alitalia e Fs chiedono altro tempo per trovare una soluzione al salvataggio di Alitalia. E lanciano ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Si sono moltiplicati in queste ultime ore i segnali di ottimismo su un accordo tra Londra e Bruxelle...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Tassi negativi sui conti corrente prossimamente in arrivo anche in Italia, ma non per tutti. Intesa ...

Oggi sulla stampa