Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Arrivano i 600 milioni per l’Alitalia. I voucher fuori dalla manovrina

Arriva il prestito-ponte semestrale per «evitare l’interruzione del servizio» di Alitalia per 600 milioni; aumento delle risorse (circa 40 milioni rispetto ai 140 previsti dalla Stabilità) per l’assunzione in pianta stabile di 15.100 docenti della scuola attualmente precari; soldi per il Molise e il trasporto umbro ma anche 44 milioni per ridurre i costi per le famiglie delle mense biologiche scolastiche ad opera del ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina (che riscuote il plauso di Matteo Renzi su Twitter).
La manovrina di primavera, che sarà in aula da lunedì prossimo e si avvia verso la fiducia, sale di peso. Ieri sera è arrivato in Commissione Bilancio un pacchetto di 30 emendamenti del governo (dopo quello sull’anticipo della riduzione delle slot machine). Non c’è invece l’atteso emendamento che dovrebbe reintrodurre, in forma rigorosamente limitata, l’uso dei voucher: il governo sta lavorando ad un testo che recepisce le varie proposte depositate in Parlamento con soglie di utilizzo sia per gli imprenditori sia per i dipendenti. Ma, per ora, nessun testo.
L’intervento più importante da parte del governo riguarda l’Alitalia: viene garantito un prestito ponte da 600 milioni per sei mesi che arriva contestualmente alla richiesta della compagnia della cassa integrazione straordinaria a rotazione per gran parte del personale con l’esclusione delle unità indispensabili al servizio. Rispetto al vecchio decreto viene accantonata la possibilità di un aumento di capitale di Invitalia finalizzato presumibilmente ad un intervento in Alitalia.
Tra gli emendamenti del governo c’è anche la correzione al Codice appalti che limitava i poteri dell’Anac. La norma scomparsa il mese scorso ed ora ripristinata, era contenuta nel comma 2 dell’articolo 211 del testo ed affidava all’autorità guidata da Cantone il potere di inviare alle imprese appaltanti una «raccomandazione vincolante» in caso di gravi anomalie.
Ieri la Commissione Bilancio ha continuato i lavori approvando il pacchetto enti locali: maggiori possibilità di assunzioni per i Comuni fino a 3.000 abitanti (il tetto del turn over sale al 100 per cento come era già previsto per i Municipi fino a mille abitanti) e allentamento della stretta sulla sicurezza stradale per Province e città metropolitane.
Stretta del governo sul settore dei «compro oro», esercizi che acquistano oggetti preziosi e li trasformano in lingotti, poco regolamentati e poco controllati, dove spesso le transazioni avvengono in modo oscuro e dove, in alcuni casi, come testimoniano le indagini della Guardia di Finanza, si nascondo operazioni di riciclaggio e, in alcuni casi, di ricettazione. Il decreto legislativo varato ieri dal consiglio dei ministri interviene su quello che la Banca d’Italia nell’ultimo rapporto del «Comitato per la sicurezza finanziaria» definisce un comparto «eterogeneo», con pochi obblighi e che le cronache descrivono come l’ultima spiaggia dei disperati: recentemente a Varese c’è stata una sollevazione popolare contro un compro oro che aveva esposto un cartello in cui si diceva disponibile all’acquisto di protesi dentarie.
Con il decreto legislativo varato ieri in via definitiva si dispone il censimento e la classificazione degli operatori con l’istituzione di un registro nazionale, si introducono obblighi di identificazione del cliente con la relativa documentazione fotografa dell’oggetto prezioso scambiato, l’obbligo della tracciabilità delle operazioni (con un conto corrente dedicato), apposite sanzioni e l’abbassamento della soglia dell’uso del contante da 100 a 500 euro.

Roberto Petrini

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«È cruciale evitare di ritirare le politiche di sostegno prematuramente, sia sul fronte monetario ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dopo aver fatto un po’ melina nella propria metà campo, il patron del gruppo Acs, nonché preside...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Una forte ripresa dell’economia tra giugno e luglio. È su questo che scommette il governo: uscire...

Oggi sulla stampa