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Arriva un filtro alle liti fiscali

di Cristina Bartelli  

Arriva un filtro alle liti fiscali. Nel contenzioso con il fisco per un valore non superiore ai ventimila euro, arriva il reclamo. Un atto preliminare da presentare a condizione di ammissibilità, dal primo gennaio 2012, alla direzione provinciale o alla direzione regionale che ha emanato l'atto.

In caso di silenzio da parte dell'amministrazione, trascorsi novanta giorni il reclamo produce gli effetti del ricorso. Non solo arriva. la chiusura agevolata delle liti pendenti dal valore sempre non superiore a 20.000 euro pendenti alla data del primo maggio 2011, davanti alle commissioni provinciali e tributarie. Le novità sono contenute nel decreto legge che sarà esaminata oggi dal consiglio dei ministri.

Il reclamo non si applica alla procedura di recupero degli aiuti di stato, ed è esclusa la conciliazione giudiziale. La condizione della presentazione del nuovo strumento è, come detto condizione di ammissibilità del successivo ricorso che è rilevata d'ufficio in ogni stato e grado del giudizio. Nel reclamo, prevista come facoltà, la motivata proposta di mediazione corredata dalla determinazione dell'ammontare della pretesa. L'Agenzia ha il potere di presentare al contribuente una controproposta considerando gli aspetti relativi a eventuale incertezza delle questioni controverse, al grado di sostenibilità della pretesa, e al principio di economicità dell'azione amministrativa. Se trascorrono novanta giorni senzxa che sia stato notificato l'accoglimento del reclamo o senza che sia stata conclusa la mediazione il reclamo produce gli effetti dle ricorso e i termini decorrono da tale data. Se l'ente respinge il reclamo in data antecedente, i termini decorrono dal ricevimento del diniego. In caso di accoglimento parziale del reclamo, i predetti termini decorrono dalla notificazione dell'atto di accoglimento parziale.

In questi casi chi soccombe è condannato a rimborsare in aggiunta delle spese di giudizio una somma pari al 50% delle spese di giudizio a titolo di rimborso delle spese del procedimento del reclamo.

Chiusura agevolata delle liti pendenti. Per le liti fiscali pendenti alla data del primo maggio 2011 sia davanti alle commissioni tributarie sia davanti al giudice ordinario, dal valore non superiore ai 20 mila euro, in cui è parte l'Agenzia delle entrate, possono essere definite a domanda di chia ha proposto l'atto introduttivo del giudizio con il pagamento delle somme determinate secondo i criteri dell'articolo 16 della legge 289/2002.

La norma è introdotta si legge nel testo del decreto legge per ridurre il numero delle pendenze giudiziare e per «concentrare gli impegni amministrativi e le risorse sulla spedita gestyione del procedimento» del reclamo, per cui saranno costituite strutture ad hoc. Le somme determinate nella chiusura agevolata dovranno essere versate entro il 30 novembre in unica soluzione. e la domanda sarà presentata entro il 31 marzo 2012. L'effetto è la sospensione delle liti fino al 30 giugno 2012 con la sospensione anche dei termini collegati ai ricorsi.

I valori dell'articolo 16 della legge 289/2002 sono i seguenti: se il valore della lite e' di importo fino a 2.000 euro: 150 euro; b) se il valore della lite e' di importo superiore a 2.000 euro: il 10 per cento del valore della lite in caso di soccombenza dell'Amministrazione finanziaria dello Stato nell'ultima o unica pronuncia giurisdizionale non cautelare resa, sul merito ovvero sull'ammissibilita' dell'atto introduttivo del giudizio, alla data di presentazione della domanda di definizione della lite; il 50 per cento del valore della lite, in caso di soccombenza del contribuente nell'ultima o unica pronuncia giurisdizionale non cautelare resa, sulmerito ovvero sull'ammissibilita' dell'atto introduttivo del giudizio, alla predetta data; il 30 per cento del valore della lite nel caso in cui, alla medesima data, la lite penda ancora nel primo grado di giudizio e non sia stata gia' resa alcuna pronuncia giurisdizionale non cautelare sul merito ovvero sull'ammissibilita' dell'atto introduttivo del giudizio.
 

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