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Arriva l’intesa nella Ue per i salvataggi bancari

BRUXELLES — A cavallo della mezzanotte, dopo due giorni di serrate trattative, i ministri finanziari dell’Ecofin hanno annunciato un accordo di compromesso sul meccanismo comune di salvataggio e liquidazione ordinata delle banche, necessario per concludere il progetto di Unione bancaria. Lo scontro tra Italia e Germania, emerso nella riunione notturna dell’Eurogruppo di martedì, è apparso in gran parte superato. Il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni ha parlato di risultato «storico paragonabile all’Unione monetaria», che ora impedisce il ripetersi di un tracollo «come quello della Lehman», anche se si tratta di un «approccio generale» da completare «nei prossimi mesi». Per il ministro delle Finanze francese Pierre Moscovici è un accordo «molto buono». Ma l’impianto base del complicato compromesso è rimasto quello voluto dal ministro delle Finanze tedesche Wolfgang Schäuble.
«Ci sono state delle importanti concessioni da parte della Germania — ha precisato Saccomanni —. Sono stati compiuti dei passi positivi verso la direzione da noi auspicata». Su alcuni punti la Germania ha accettato il principio, richiamato dall’Italia, che una Unione bancaria prevede assunzioni di rischi comuni, insieme ai vantaggi. Schäuble ha accettato il fondo comune per i salvataggi purché finanziato dalle banche stesse e completato progressivamente in dieci anni a partire dal 2015. Ha però ritirato l’indisponibilità assoluta a usare denaro pubblico comune nel periodo transitorio. È stato ipotizzato un temporaneo backstop o «salvagente» sempre a carico delle banche. «Il backstop opererà in parallelo all’European stability mechanism (il fondo salva Stati Esm, n.d.r.) — ha spiegato il ministro dell’Economia — e avrà la funzione di garantire la liquidità necessaria per liquidare una banca senza scatenare un effetto contagio su altre banche e in altri Paesi». In caso di risorse insufficienti verrebbero elargiti «prestiti ponte» anche dall’Esm, tramite i singoli governi. Saccomanni ha rivendicato di aver ottenuto valutazioni sul fallimento di un istituto di credito «entro 24 ore». La decisione spetterebbe a un organismo unico insieme ai rappresentanti dei governi. Il ministro dell’Economia ha escluso che il meccanismo comune per le liquidazioni ordinate possa al momento riguardare «banche italiane».
Secondo varie delegazioni nazionali a questo punto mancherebbe solo la definizione di alcuni aspetti tecnici e legali. Ma l’accordo generale dell’Ecofin può già iniziare la procedura informale di confronto con l’Europarlamento. Saccomanni si è detto fiducioso di completare l’iter prima della conclusione dell’attuale legislatura nell’aprile prossimo. Il testo sul meccanismo comune di salvataggio e liquidazione delle banche verrà valutato nel summit dei capi di Stato e di governo dell’Ue, che inizia oggi a Bruxelles e dovrebbe confermare il via libera politico al progetto complessivo di Unione bancaria (che include la già approvata vigilanza centralizzata presso la Bce e la garanzia comune sui depositi). Nel vertice il premier Enrico Letta punta ad ottenere un rinvio (almeno a dopo le elezioni europee di maggio) sui contratti bilaterali, voluti dalla cancelliera tedesca Angela Merkel per imporre precise riforme strutturali all’Italia e ad altri Paesi membri con problemi di bilancio, in cambio di misure di solidarietà ancora molto vaghe.

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