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Arriva la «valanga rosa» Duecento per Piazza Affari

Dalla prossima primavera le società quotate vedranno la presenza di quasi 200 professioniste più. Non si sa ancora, invece, cosa accadrà nel mondo delle società pubbliche, sostanzialmente fermo in attesa dell’esito delle prossime elezioni.
Si avvicina la stagione assembleare di rinnovi che dovrà fare i conti con un nuovo importante elemento nella composizione degli organi societari: la legge Golfo-Mosca sulle quote di genere. In questa occasione un quinto dei posti nei consigli d’amministrazione e dei collegi sindacali dovranno essere riservati al genere meno rappresentato, che oggi è quello femminile (dal secondo rinnovo la quota salirà al 33%). Attualmente le donne rappresentano l’11% dei consigli e il 9% dei collegi sindacali delle quotate (dati Consob) e il 4% delle società pubbliche (dati Fondazione Bellisario). Secondo una ricognizione effettuata da Consob, le società quotate che quest’anno dovranno nominare almeno uno degli organi sociali sono 104. Tra di loro, 12 sono già in linea con la previsione normativa (1/5 del totale dei componenti l’organo) per quanto riguarda il board e altre 12 per l’organo di controllo. Gli organismi che dovranno essere rinnovati nella primavera 2013 vedono attualmente la presenza di 67 donne nei consigli dei amministrazione e di 15 nei collegi sindacali. Per rispettare la quota del 20% dovranno, dunque, essere nominate 117 donne nei Cda e 65 tra i sindaci. In particolare, 2 consigliere e una sindaca dovranno entrare in Acea, 3 consigliere e una sindaca in Acegas, altre 3 più una sindaca in Aereoporti Firenze, 2 più 1 in Caltagirone, 1 più 1 in Campari, una consigliera in Edison, 2 più 3 sindache in Intesa San Paolo… Solo per fare qualcuno dei nomi di gruppi che rinnoveranno gli organi societari.
Se la situazione delle aziende quotate in Borsa è chiara, molto diverso è il quadro delle società controllate dal pubblico, anch’essere soggette alla Golfo-Mosca, che sono alcune migliaia. «Bisogna vedere quale sarà il punto di vista del nuovo governo, se proseguirà e come nell’applicazione della legge», dice Alessia Mosca, la parlamentare Pd che con Lella Golfo (Pdl), dà il nome alla legge. «Tra l’altro, vanno al voto le due regioni (Lazio e Lombardia) che hanno il maggior numero di società controllate». Tra le sole controllate direttamente dal ministero dello Sviluppo economico vedono scadere i propri vertici in primavera Anas, Cinecittà Luce, Sace, Sogin e Studiare sviluppo.
La legge Golfo-Mosca è stata approvata nel luglio 2011 ed è diventata vincolante dal 12 agosto 2012. È temporanea e vale per tre mandati. Già nel corso del 2012 la situazione aveva iniziato a muoversi con l’apertura alle donne di board storicamente maschili come Fiat, effetto del dibattito che ha portato all’introduzione di quote anche in Italia. Le società, però, solitamente rinnovano in primavera i loro organi collegiali: è per questo che la vicina stagione assembleare segna di fatto il vero varo delle quote rosa. E non è detto che qualcuno non punti direttamente alla seconda soglia indicata dalla Golfo-Mosca, come ha fatto LVentureGroup che il 29 dicembre ha varato il suo nuovo consiglio con una componente femminile del 33%.
Il lavoro sulle liste è in corso. Fondazione Bellisario ha messo a disposizione la propria banca dati di curricula eccellenti. Mentre a inizio marzo verrà presentata la quarta edizione di Ready for board promossa dall’associazione Pwa: quest’anno salirà a 300 il numero di donne selezionate e pronte per entrare in un consiglio di amministrazione.
Per le società a controllo pubblico è prevista la creazione di un Osservatorio presso il dipartimento delle Pari Opportunità (già pronto ma al momento non reso pubblico), mentre le sanzioni sono applicate dal prefetto del luogo dove ha sede la società. Per le quotate, controllo e sanzioni sono applicate dalla Consob.

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