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Arriva il piano sblocca imprese

di Davide Colombo e Carmine Fotina

Non solo le liberalizzazioni nei servizi economici. Il piano del governo prevede subito una cura anti burocrazia che vada soprattutto nella direzione di facilitare le attività imprenditoriali. Il pacchetto "sblocca imprese" dovrebbe entrare nel decreto concorrenza, il primo Dl legge del programma, con cadenza quasi mensile, immaginato dal premier Mario Monti e dal ministro per lo Sviluppo economico, le infrastrutture e i trasporti Corrado Passera. L'esecutivo è pronto all'abrogazione di tutti i procedimenti di autorizzazione ritenuti non necessari o comunque in conflitto con la direttiva servizi.
Le semplificazioni, che stanno definendo gli uffici tecnici dei ministri Patroni Griffi e Passera, mireranno inoltre in modo diretto ad agevolare la nascita di nuove imprese eliminando gli intralci burocratici e riducendo i tempi per lo start up. Il tema della direttiva servizi (recepita dall'Italia con il Dlgs 59 del 2010) è finito al centro dell'agenda del governo già a fine novembre, dopo gli incontri di Monti con i commissari europei Rehn e Barnier che avevano sollecitato all'Italia un'applicazione più stringente ed efficace.
Sono almeno altri due i provvedimenti pro-imprese già pronti per una prima illustrazione nel consiglio dei ministri di venerdì e che, quasi sicuramente, saranno varati la prossima settimana insieme al pacchetto liberalizzazioni che il governo chiuderà dopo il confronto con i partiti della maggioranza. Il primo intervento ha il profilo di un atto regolatorio in deroga alla normativa sui controlli alle imprese: per evitare controlli ripetuti da parte di enti o amministrazioni diverse (Inail, Inps, ispettori del lavoro, Vigili del Fuoco) si punta da una parte ad affidare a un unico soggetto più funzioni ispettive e, dall'altra, ad avviare un più stretto coordinamento per concentrare in una sola visita all'azienda più verifiche. La seconda misura di deregulation prevede invece l'attribuzione di poteri sostitutivi ai dirigenti della Pa per evitare il ricorso al giudice in caso di contenzioso. La norma dovrebbe avere impatto sulla disciplina sostanziale che regola le procedure di pagamento della Pa ai fornitori o le procedure per la concessione di licenze edilizie. In caso di superamento dei termini il fornitore potrà rivolgersi a un dirigente responsabile che potrà rilasciare nuovi termini ridotti per la chiusura della pratica. Sul fronte dei cittadini, invece, si punta ad un allargamento della de-certificazione avviata dal vecchio Governo con l'estensione del principio "taglia-certificati" ad alcune categorie protette. Le certificazioni di invalidità, per esempio, avranno valore automatico per l'accesso a una serie di servizi locali che oggi prevedono la produzione di documentazione aggiuntiva.
Nei piani del governo la deregulation camminerà in parallelo alle liberalizzazioni che spazieranno nei principali settori economici compresa l'energia sulla quale Passera studia un meccanismo per ridurre i costi in bolletta. Sul decreto però si sono già alzati venti di bufera. La prossima settimana Passera dovrebbe tenere una serie di incontri bilaterali con le parti sociali su questo e sugli altri temi relativi alla crescita. Ad ogni modo, in vista della scadenza del 20 gennaio indicata dal sottosegretario Catricalà per le liberalizzazioni, le categorie hanno già iniziato a far sentire forte la loro voce. I tassisti ieri hanno mandato in tilt il traffico a Genova e sono in fermento anche in altre città («siamo pronti a scatenare l'inferno» dice Loreno Bittarelli di Uritaxi), i farmacisti hanno già incontrato il ministro della Salute per ribadire il loro no a interventi troppo «pesanti». Anche i gestori di carburanti, con Femca Cisl, provano a mettere un argine parlando di migliaia di posti a rischio. Intanto gli edicolanti, interessati dalla liberalizzazione inserita nell'ultima manovra, ieri hanno incontrato il governo confermando che la serrata, originariamente prevista per i giorni 27, 28 e 29 dicembre scorsi, resta sospesa (e non revocata) «in attesa di risposte concrete che dovranno pervenire entro questa settimana».
Non c'è dubbio che proprio la previsione di un cammino parlamentare lungo e difficile e di proteste serrate abbia via via convinto il governo alla scelta del decreto legge, strada valutata fin dall'inizio come la meno impervia rispetto al Ddl (si veda Il Sole 24 Ore del 17 dicembre).

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