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Arriva il Cud per gli autonomi

Addio al vecchio Cud. Dal prossimo anno arriverà la nuova «Certificazione unica». Che potrà fare a meno della lettera “D” visto che i sostituti d’imposta dovranno utilizzarla non solo per certificare i redditi erogati ai dipendenti ma anche per attestare i corrispettivi pagati ai lavoratori autonomi.
Una vera e propria rivoluzione del prospetto (si veda la bozza riprodotta qui a fianco) che, salvo ripensamenti o cambi di rotta dell’ultima ora, dovrà essere trasmesso all’agenzia delle Entrate dai sostituti d’imposta entro il 7 marzo. Almeno secondo quando indicato dall’articolo 2 del decreto attuativo della delega fiscale sulla dichiarazione precompilata e le semplificazioni fiscali, ancora in via di definizione tra nuove modifiche del Governo e nuovo parere delle Camere (come anticipato dal Sole 24 Ore di ieri).
Il nuovo «Cu» rappresenta, dunque, il primo passo operativo dell’agenzia delle Entrate che dovrà portarla nel 2015 a invio a circa 20 milioni di contribuenti tra dipendenti e pensionati il nuovo 730 precompilato.
La certificazione unica, che si compone di tre pagine, è stata ampiamente riviste e corretta. E presenta una serie di informazioni che i sostituti dovranno fornire al Fisco per la prima volta. È il caso, ad esempio, della «Certificazione lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi». Una vera e propria new entry per le imprese: i sostituti, infatti, saranno chiamati a certificare con un vero e proprio prospetto ufficiale e non più su un semplice foglio di carta i corrispettivi pagati a lavoratori autonomi, collaboratori e professionisti. Un adempimento in più per tutte le imprese che saranno chiamate a compilare i prospetti per ogni singola collaborazione o prestazione professionale ricevuta da un lavoratore autonomo. I dati da indicare riguarderanno i compensi lordi corrisposti distinti dalle somme non soggette a ritenuta «per regime convenzionale», gli imponibili, le ritenute effettuate a titolo di acconto e quelle a titolo di di imposta, nonché le addizionali regionali e comunali anche queste distinte tra quelle applicate a titolo di acconto, d’imposta e quelle sospese. Nel quadro relativo ai lavoratori autonomi trovano posto anche i dati sui contributi previdenziali a carico del soggetto che ha erogato i corrispettivi e la quota dei contributi a carico del lavoratore autonomo. Chiudono la certificazione per gli autonomi e i redditi diversi i dati sulle spese rimborsate e le ritenute restituite. Uno spazio ad hoc è riservato alle somme corrisposte per il fallimento e la liquidazione coatta amministrata con due spazi separati per riportare nel primo le somme corrisposte anteriormente alla data di fallimento, nel secondo gli importi corrisposti dal curatore o dal commissario.
L’altra novità della nuova certificazione è ben visibile nella prima pagina. Dal prossimo anno i sostituti dovranno comunicare all’agenzia delle Entrate anche i dati relativi al coniuge e a familiari a carico del dipendente. Una fotografia dell’intero nucleo familiare con l’indicazione dei mesi a carico, se eventuali minori sono sotto i tre anni, nonché la percentuale di detrazione spettante. A parte, nell’ultimo rigo, trova posto anche una casella dove il sostituto dovrà riportare la percentuale di detrazione spettante per le famiglie numerose.
La certificazione unica del 2015 dovrà fornire al Fisco anche una fotografia puntuale delle somme erogate dalle imprese per «Lavori socialmente utili» e per «L’incremento della produttività del lavoro». Nel primo caso le somme pagate nel corso dell’anno ai lavoratori socialmente utili dovranno indicare la quota esente, ben distinta da quella imponibile e dalle ritenute Irpef operate. Negli altri tre spazi dovranno essere indicati le addizionali regionali Irpef, le ritenute sospese e il totale delle stesse addizionali regionali sospese.
Per l’incremento della produttività del lavoro il sostituto dovrà indicare al Fisco, tra l’altro anche l’operazione ordinaria e i redditi non imponibili.

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