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Arretrati esentasse

La corresponsione cumulativa degli emolumenti arretrati è soggetta a tassazione separata; tuttavia, nel caso in cui la corresponsione ordinaria, anno per anno, degli stessi emolumenti non avrebbe determinato l’insorgenza di alcun debito d’imposta, l’esenzione fiscale può essere riconosciuta anche all’erogazione cumulativa, sebbene non esista una norma che preveda tale fattispecie.

Questo il principio applicato dalla prima sezione della Ctp di Bergamo nella sentenza n.15/1/13, con la quale il collegio tributario ha riconosciuto l’esonero da tassazione per gli arretrati corrisposti a un pensionato del bergamasco.

A seguito di una controversia instaurata con l’Inps, una sentenza del Tribunale di Brindisi riconosceva a un contribuente la spettanza di emolumenti, a titolo di pensione di reversibilità, per il periodo dal 2001 al 2007. In sede di corresponsione cumulativa degli stessi, come da sentenza, l’Agenzia delle entrate riteneva gli stessi passibili di tassazione separata, così come avviene di prassi, in caso di emolumenti arretrati. Interessante la censura mossa nel ricorso proposta avverso la pretesa fiscale: la difesa osservava, infatti, che qualora l’Inps avesse corrisposto regolarmente la pensione di reversibilità, anno per anno, da quella erogazione non sarebbe scaturito un debito d’imposta; dunque, sarebbe pregiudizievole tassare dei redditi altrimenti esenti, la cui erogazione cumulativa è dipesa da fatti non imputabili al contribuente. La Ctp di Bergamo ha dato respiro all’interpretazione prospettata, pur ammettendo il vuoto della legge, che non prevede alcuna esenzione fiscale in casi del genere. L’attuale disciplina dettata dal Tuir, infatti, si limita a contemplare la tassazione separata degli emolumenti arretrati, senza prevedere alcuna eccezione per i casi come quello appena prospettato.

I giudici lombardi, tuttavia, hanno ritenuto applicabile un principio dettato dalla Corte costituzionale nel lontano 1985 e in relazione al dpr 597/73, testo poi sostituito dall’odierno Tuir. «La sentenza n.104/85 della Consulta», si legge nel testo della Ctp, «ha ritenuto illegittima la tassazione di emolumenti arretrati prevista dal dpr 597/73, ove non prevista l’esclusione della tassazione dei redditi da arretrati che, sommati agli altri redditi percepiti dal contribuente nei singoli anni cui si riferiscono, non superano il minimo imponibile». Poiché anche l’attuale testo unico sulle imposte dirette (dpr 917/86) «non ha previsto l’esclusione della tassazione nei casi come quello trattato, si ritiene che il principio già formulato dalla Corte costituzionale vada applicato». Di conseguenza, la Commissione ha annullato la pretesa fiscale relativa alla tassazione separata degli arretrati, pur in difetto di previsione normativa sul punto.

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