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Armi soft contro i reati lievi

Non punibilità di reati per «particolare tenuità del fatto» verso il via libera, in commissione giustizia, alla Camera. È stata presentata dal relatore David Ermini (Pd) la proposta di parere sul decreto legislativo 130/2014, varato dall’esecutivo a dicembre, che recepisce proposte elaborate dalla commissione ministeriale (presieduta dal professor Francesco Palazzo) con l’obiettivo di rivedere il sistema sanzionatorio e dare attuazione alla legge 67/2014 sulle pene detentive non carcerarie. Il provvedimento, che sarà votato la prossima settimana, stabilisce che reati «per i quali è prevista la pena detentiva non superiore nel massimo a cinque anni, ovvero la pena pecuniaria, sola o congiunta alla predetta pena, la punibilità è esclusa quando, per le modalità della condotta e per l’esiguità del danno o del pericolo», l’offesa è di particolare tenuità e «il comportamento risulta non abituale» senza, però, pregiudizio per l’esercizio dell’azione civile finalizzata al risarcimento del danno.

In un colloquio con ItaliaOggi, Ermini riferisce come dalle audizioni parlamentari effettuate sul testo sia emerso «univocamente» come i contenuti non costituiscano, «neanche indirettamente, una forma di depenalizzazione e che il limite massimo della pena individuato dal legislatore è finalizzato unicamente alla determinazione in astratto del perimetro di applicazione del nuovo istituto» nell’ambito del quale, sottolinea, «il giudice dovrà, caso per caso, verificare se il fatto» sia, appunto, così lieve da rientrare nell’ambito di applicazione della norma; al contrario, prosegue, «è evidente» restino «estranee» tutte le fattispecie di reato che «abbiano ad oggetto condotte plurime, abituali e reiterate», così come «l’evento morte è incompatibile col concetto di tenuità dell’offesa». Precisazioni cui il deputato tiene, giacché «è stato fatto un gran cancan sulla norma» (il capogruppo della Lega nord in II commissione, Nicola Molteni, ha parlato di «depenalizzazione tout-court», sostenendo che processi per crimini di grave allarme sociale andranno «verso il proscioglimento o l’archiviazione») che eliminerà dibattimenti «inutili, che possono esser chiusi in altro modo. E senza bisogno», dice l’esponente del Pd, di «ingolfare le procure».

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