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Armi da affilare contro il riciclaggio

Per combattere la holding del riciclaggio – che vale il 5% del Pil delle economie avanzate, in Italia probabilmente il doppio – servirebbe un forte presidio delle professioni ma solo i notai, all’esito dei dati Uif del 2012, sembrano aver finalmente approcciato nel modo giusto la “delega” sul monitoraggio dei flussi sospetti. Banche a parte, che da sole rappresentano più di due terzi delle 67mila segnalazioni annuali, il Notariato vale, nel 2012, l’80% dell’ammontare delle “Sos” dei professionisti (1.876 segnalazioni) mentre commercialisti (3,2%) e avvocati (0,2%) dimostrano di non aver ancora assimilato gli obblighi del Dlgs 231/2007.
La spia d’allarme dei notai si accende quasi sempre su compravendite immobiliari e su cessioni di quote societarie – come emerso dal convegno organizzato ieri dai distretti lombardi del Notariato e dall’Associazione sindacale della categoria – «ma è una dinamica che non deve sorprendere – ha spiegato il procuratore della Repubblica di Busto Arsizio, Eugenio Fusco – perché il “reato veicolo” emerge in una fase precedente, dove dovrebbero “sospettare” altre figure professionali, mentre davanti al notaio vengono decisi i riassetti dei beni di provenienza delittuosa, e quelli sono i modi in cui avviene».
Lazio (2,54 miliardi), Lombardia (886 milioni), Campania (467 milioni) rappresentano secondo la Gdf due terzi del “mercato” nazionale del riciclaggio, in una lotta all’illegalità che negli ultimi quattro anni ha portato comunque a 413 arresti (in custodia cautelare) per l’articolo 648-bis del Codice penale, e relativi sequestri per 7 miliardi, e a 133 arresti per reimpiego (articolo 648-ter del Codice). La questione segnalazioni, comunque, non è solo e tanto un fatto quantitativo/statistico perché – come sottolineato da Maria Benedetta Bastioni (Uif) – lo sforzo dei soggetti “Sos” dovrà essere volto in futuro a una maggiore qualità. Nel 2012, in ogni caso, di oltre 12mila segnalazioni approfondite sul piano investigativo, 2mila sono confluite in procedimenti penali già aperti, 1.200 hanno dato origine a nuovi procedimenti, oltre 700 hanno consentito di contestare violazioni amministrative. Per un’adeguata lotta al riciclaggio, reato che mina alla radice la libertà del mercato e scende poi fino a ledere i diritti individuali, servono comunque aggiustamenti normativi, «individuando come reati presupposto le condotte di distrazione dalla società – ha detto il pm Fusco – riportando in vita il falso in bilancio e introducendo finalmente la punibilità dell’autoriciclaggio, che tanto prima o poi verrà imposto dalle autorità internazionali».
Su questo sfondo, dice Domenico Chiofalo, presidente del sindacato notarile della Lombardia, «deve innestarsi lo sforzo della categoria, sgomberando però il campo dalle zone grigie di discrezionalità, lavorando su protocolli il più possibile standard di comportamento». Secondo Arrigo Roveda, presidente del Consiglio notarile di Milano, «la battaglia al riciclaggio è una priorità ma solo pochi mesi fa qualcuno proponeva di poter creare Srl semplificate senza alcun filtro all’utilizzo di false identità. Invece la battaglia richiede interventi coerenti, dalla rigorosa limitazione all’uso del contante alla tracciabilità di ogni pagamento, dalla difesa dei pubblici registri (limitando i soggetti che possono immettere i dati), all’accesso a banche dati giudiziarie e fiscali per i soggetti obbligati alla segnalazione di operazioni sospette».

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