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Aria di elezioni, Milano va giù

Chiusura pesante a Piazza Affari, di gran lunga la peggiore borsa in Europa. Sul listino milanese, colpito dalle prese di profitto dopo i massimi dal 2009 aggiornati lunedì, comincia a farsi sentire l’incertezza politica, con gli investitori preoccupati per le elezioni anticipate. Pur riducendo sul finale le perdite di giornata, che avevano superato i due punti percentuali con un minimo a 23.950 punti, il Ftse Mib ha perso l’1,64% a 24.142.In discesa frazionale, invece, le altre piazze: Francoforte -0,28%, Parigi -0,17%, Londra -0,02%. A New York il Dow Jones e il Nasdaq viaggiavano in ribasso rispettivamente dello 0,31 e dello 0,26%.

Tensioni anche sul mercato obbligazionario, con lo spread Btp-Bund salito di sette punti a 129,800 (con un massimo a 132 durante la giornata) e il rendimento del titolo italiano decennale sopra l’1,86%. «Il rischio di nuove elezioni già a partire dall’8 luglio incombe minaccioso», afferma Carsten Hesse, economista di Berenberg, secondo il quale la mancanza di disciplina fiscale ed eventuali passi indietro su alcune riforme potrebbero gettare le basi per una nuova crisi del paese, una volta che l’attuale ripresa ciclica sarà terminata.

Sui mercati, al momento, «c’è un’uscita generalizzata dall’Italia dopo che si sta materializzando il rischio delle elezioni anticipate», aggiungono gli esperti di Mps Capital Services. «Oltre alle vendite sui titoli di stato che hanno fatto alzare lo spread, è in deciso calo anche l’azionario, unico in Europa a vedere vendite significative. Le banche sono le più bersagliate: è il primo segnale quando gli investitori sono concentrati sul rischio paese italiano».

A Milano pesante il settore bancario: Bper -3,98%, Ubi B. -3,47%, Unicredit -3,17%, Mediobanca -2,97%, Banco Bpm -2,89%. Soltanto Intesa Sanpaolo (-0,57%) ha limitato le perdite grazie alla buona trimestrale (articolo a pagina 29).

In luce Moncler (+3,49% a 36,48 euro), su cui Citigroup ha confermato la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 40,5 euro, ribadendo la visione positiva sulla strategia e il posizionamento del gruppo. Bene anche Luxottica (+0,73%) e S.Ferragamo (+0,08%), mentre YNap ha chiuso poco sotto la parità (-0,11%). Denaro su Exor (+0,37% a 65,32 euro), che ha beneficiato del miglioramento di valutazione di Banca Imi a add, con il target price che passa da 56 a 70,8 euro. Leonardo (+0,06%) è migliorata subito dopo la pubblicazione dei conti.

In territorio negativo Poste italiane (-0,47% a 8,078 euro), che ha incassato un miglioramento di prezzo obiettivo da parte di Mediobanca Securities da 8 a 9 euro, con il giudizio invariato outperform: gli analisti si aspettano numeri solidi nel trimestre. Telecom Italia (-2,37%) è stata invece penalizzata dal contesto di mercato debole, con prese di beneficio dopo la buona performance recente.

Nel resto del listino ben comprata Fila (+6,11%), che ha festeggiato lo shopping negli Stati Uniti. Su Aim Italia ha guadagnato terreno Go Internet (+1,13%).

Nei cambi, seduta in flessione per l’euro sotto 1,19 dollari a 1,1850. Il rapporto con lo yen è stato fissato a 129,45.

Per le materie prime, sul petrolio sono scattate le prese di profitto, con le quotazioni in discesa di oltre 1,50 dollari: il Brent era scambiato a 74,65 dollari e il Wti a 68,91. Vendite anche sull’oro, che cedeva 3 dollari a 1.311.

Massimo Galli

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