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Aree in crisi, corsa agli incentivi

Al via le istanze per il riconoscimento delle situazioni di crisi industriale complessa, le regioni possono avviare l’iter con una deliberazione di giunta regionale. Non saranno ammesse le crisi risolvibili con risorse e strumenti regionali, è indispensabile provare la necessità di intervento a livello nazionale. Sarà necessario fino a un anno di tempo per giungere alla definizione del Progetto di riconversione e riqualificazione industriale. Prima di questo termine, Invitalia promuoverà un apposito bando per individuare le proposte di investimento da inserire nel piano. Sono queste alcune delle principali novità che emergono dal decreto del ministero dello sviluppo economico del 31 gennaio 2013, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 14 maggio scorso. Il dm attua quanto previsto dal decreto crescita di giugno 2012 in tema di riordino della disciplina in materia di riconversione e riqualificazione produttiva di aree di crisi industriale complessa.

Nessun riconoscimento se la regione ha gli strumenti per risolvere la crisi. Il dm individua le crisi industriali complesse in quelle che riguardano specifici territori soggetti a recessione economica e perdita occupazionale di rilevanza nazionale. Per essere ammissibili devono derivare da una crisi di una o più imprese di grande o media dimensione che hanno effetti sull’indotto oppure devono essere riconducibili a una grave crisi di uno specifico settore industriale con elevata specializzazione nel territorio. Il dm specifica che la crisi ha un impatto significativo sulla politica industriale nazionale laddove settori industriali con eccesso di capacità produttiva o con squilibrio strutturale dei costi di produzione necessitano di un processo di riconversione oppure quando i settori industriali necessitano di un riequilibrio tra attività industriale e tutela della salute e dell’ambiente. In ogni caso, il ministero non interverrà qualora la situazione di crisi sia risolvibile con risorse e strumenti di competenza regionale.

L’iter si avvia con l’istanza da parte della regione competente. La regione, in cui insiste l’area interessata dalla situazione di crisi, a seguito di un’apposita Dgr, presenta istanza di riconoscimento di situazione di crisi industriale complessa al ministero. L’istanza deve contenere una descrizione della situazione di crisi, l’individuazione delle aree, la proposta di progetto e le misure di politica attiva del lavoro. L’istruttoria, della durata di 30 giorni, porterà, in caso di esito positivo, al decreto ministeriale di riconoscimento della situazione di crisi. Anche per le aree di crisi industriale complessa riconosciute ai sensi dell’art. 2 della legge n. 99 del 2009, le regioni interessate hanno un anno di tempo per presentare una nuova istanza semplificata di riconoscimento ai sensi della nuova normativa.

Invitalia elabora la proposta di progetto e raccoglie quelle di investimento. Con il decreto di riconoscimento viene dato incarico a Invitalia di elaborare una proposta di Progetto di riconversione e riqualificazione industriale entro un periodo massimo di tre mesi, eventualmente prorogabile a quattro. La proposta contiene un’analisi dei fabbisogni, i settori verso cui reindirizzare le attività, le azioni e gli strumenti finanziari di sostegno, le proposte di modifiche normative di supporto, i soggetti coinvolti e le modalità attuative. Dopo una prima autorizzazione alla proposta, Invitalia avvierà la seconda fase per la promozione e l’individuazione delle proposte di investimento, anche attraverso appositi bandi pubblici.

Durata massima di tre anni. I Progetti di riconversione e riqualificazione industriale (PRRI) sono adottati con appositi accordi di programma che disciplinano anche la durata (massimo tre anni).

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