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Arbitro in banca dopo il reclamo

di Francesco Gianfelici

Gli strumenti di risoluzione stragiudiziale delle controversie bancarie sono di vario tipo, differenziandosi tra loro in base al problema che le ha originate. Tra questi spicca l'Arbitro bancario finanziario (Abf), previsto dall'articolo 128-bis del Testo unico bancario (Tub), che ha stabilito che le banche e gli altri intermediari finanziari siano obbligati ad aderire a sistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie con la clientela. Quest'organismo è competente per le controversie relative a operazioni e servizi bancari con esclusione delle problematiche riguardanti i servizi di investimento o accessori. Per chiederne l'intervento è però necessario essersi prima rivolti all'istituto di credito o all'intermediario interessati al reclamo. E non aver avuto soddisfazione o risposta. Ma ecco qualche indicazioni sulla sua competenza e sull'iter per il ricorso.

Materie

All'Abf possono essere sottoposte tutte le controversie aventi come oggetto l'accertamento di diritti, obblighi e facoltà, indipendentemente dal valore del rapporto al quale si riferiscono. Se la richiesta del ricorrente ha però ad oggetto la corresponsione di una somma di denaro a qualunque titolo, la controversia rientra nella cognizione dell'Abf a condizione che l'importo richiesto non sia superiore a 100mila euro. Sono escluse le richieste di risarcimento dei danni che non siano conseguenza immediata e diretta dell'inadempimento o della violazione dell'intermediario; escluse anche le questioni relative a beni materiali o a servizi diversi da quelli bancari e finanziari oggetto del contratto tra il cliente e l'intermediario ovvero di contratti ad esso collegati.

Il cliente può rivolgersi all'Arbitro solo dopo aver tentato di risolvere il problema direttamente con la banca o l'intermediario (che dovranno rispondere entro 30 giorni), presentando un reclamo in forma scritta (per posta o mediante consegna allo sportello presso cui viene intrattenuto il rapporto con rilascio di ricevuta). Ove poi non rimanga soddisfatto neanche delle decisioni dell'Arbitro, potrà comunque rivolgersi al giudice.

Iter

I collegi sul territorio sono tre. Milano (con segreteria tecnica in Via Cordusio n.5) decide i ricorsi presentati dai clienti che hanno il domicilio in Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige, Valle d'Aosta, Veneto). Al collegio di Roma (Via Venti Settembre, 97/e) possono ricorrere i clienti con domicilio in Abruzzo, Lazio, Marche, Sardegna, Toscana, Umbria). Napoli infine (Via Miguel Cervantes, 71) si pronuncia sui ricorsi presentati dai clienti domiciliati in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia.

Potranno rivolgersi all'Abf tutti coloro che hanno in corso o hanno avuto in passato un rapporto contrattuale con una banca o con un intermediario finanziario, e potranno farlo direttamente senza l'assistenza tecnica di un legale. Le questioni da sottoporre all'Arbitro non potranno però riguardare operazioni o comportamenti anteriori al 1° gennaio 2007. Pertanto ove la clientela non abbia ricevuto risposta nel termine dei 30 giorni o non sia soddisfatto della risposta avuta, potrà presentare ricorso all'Abf entro dodici mesi dalla presentazione del reclamo alla propria banca. Prima della presentazione del ricorso dovrà versare 20 euro quale contributo per le spese della procedura che verrà rimborsato in caso di accoglimento, anche parziale, del ricorso. La decisione del Collegio avverrà entro 60 giorni dal deposito delle controdeduzioni delle parti o dallo spirare del termine per il loro deposito. La decisione in questo caso potrà essere impugnata da entrambe le parti avanti all'autorità giudiziaria.

 

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