Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Arbitrato e rito sommario per sfoltire le cause pendenti

Più arbitrati anche per le cause pendenti. Il decreto legge sulla giustizia civile aggiunge una ulteriore procedura di soluzione delle liti alternativa alla giustizia ordinaria, affidata alle cure degli avvocati. Mentre, pur rimanendo la causa a palazzo di giustizia, ma sempre per svuotare gli armadi delle cause pendenti, il giudice potrà d’ufficio trasferire la causa dal rito ordinario al rito sommario (più semplice e più rapido).

Arbitrato forense

All’arbitrato (nelle sue varie forme: rituale, irrituale, regolamentato), alle conciliazioni (tra tutte quella obbligatoria regolata dal dlgs 28/2010), alla negoziazione assistita dagli avvocati si aggiunge, ora, l’arbitrato forense. L’istituto ha l’obiettivo esclusivo di contribuire a smaltire l’arretrato civile.

Le cause civili, pendenti in primo o secondo grado (salvo quelle di lavoro, previdenza e assistenza sociale), infatti, potranno essere spostate, su richiesta congiunta delle parti, ad un collegio arbitrale composto da avvocati. Le parti regoleranno tra di loro le modalità di svolgimento dell’arbitrato: in particolare sede e termine di conclusione.

Il vantaggio potrà essere quello di avere una decisione in tempi più brevi della sentenza, sfruttando forse compensi calmierati per l’attività degli arbitri : il decreto prevede, infatti, che con decreto regolamentare del Ministro della giustizia possono essere stabilite riduzioni dei parametri relativi ai compensi degli arbitri. Non si tratta di tariffe inderogabili, ma presumibilmente di semplici indirizzi.

Nel dettaglio gli arbitri saranno individuati, concordemente dalle parti o dal presidente del consiglio dell’ordine, tra gli avvocati iscritti da almeno tre anni all’albo dell’ordine circondariale che abbiano reso una dichiarazione di disponibilità al consiglio stesso.

Il procedimento prosegue davanti agli arbitri e si conclude con un lodo ha gli stessi effetti della sentenza. Il lodo è impugnabile nel casi previsti dal codice di procedura civile. E quest’ultimo è un elemento di possibile criticità, in quanto ciò che esce dal tribunale potrà in futuro rientrare come impugnazione del lodo.

Se si trasmette agli arbitri un procedimento pendente in appello, il procedimento arbitrale deve concludersi con la pronuncia del lodo entro centoventi giorni dall’accettazione della nomina del collegio arbitrale.

Quanto ai compensi degli arbitri, oltre alla possibile riduzione, il decreto esclude la solidarietà delle parti: ognuno pagherà solo la sua quota.

Rito sommario

Il decreto legge che introduce la possibilità per il giudice di trasferire la causa dal rito ordinario al rito sommario. La parola d’ordine governativa è che le cause semplici richiedono un processo semplice.

L’intervento è volto a consentire, per le cause meno complesse e per la cui decisione è idonea un’istruttoria semplice, il passaggio d’ufficio, previo contraddittorio anche mediante trattazione scritta, dal rito ordinario di cognizione al rito sommario.

In dettaglio ai procedimenti introdotti a decorrere dal trentesimo giorno successivo all’entrata in vigore della legge di conversione del decreto, nelle cause in cui il tribunale giudica in composizione monocratica, il giudice nell’udienza di trattazione, valutata la complessità della lite e dell’istruzione probatoria, potrà disporre, previo contraddittorio anche mediante trattazione scritta, che si proceda con il più veloce rito sommario di cognizione (articolo 702-ter del codice di procedura civile).

Il giudice nella sua ordinanza inviterà le parti ad indicare, a pena di decadenza, nella stessa udienza i mezzi di prova, compresi i documenti, di cui intendono avvalersi e la relativa prova contraria. Se richiesto dalle parti, potrà fissare una nuova udienza e un termine perentorio non superiore a quindici giorni per l’indicazione dei mezzi di prova e produzioni documentali e termine perentorio di ulteriori dieci giorni per le sole indicazioni di prova contraria.

La novità si applicherà ai procedimenti introdotti a decorrere dal trentesimo giorno successivo all’entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Come se fossimo tornati indietro di sei mesi, il governo si divide tra chi vuole subito misure anti-...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Arriva la firma del premier Conte al decreto di Palazzo Chigi che autorizza la scissione degli 8,1 m...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Doppia proroga della cassa integrazione per l’emergenza Covid-19 per assicurare la copertura fino ...

Oggi sulla stampa