Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Arbitrati e meno appelli per dimezzare l’arretrato

Il ministero della Giustizia scopre le carte (almeno in parte) sulla riforma del processo civile. E mette in consultazione un primo pacchetto di misure. Non un articolato vero e proprio, ma una serie di interventi che dovrebbero contribuire a rispettare quanto annunciato dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nella conferenza stampa di lunedì presentando i 12 punti di riforma: durata di un anno in primo grado e dimezzamento dell’arretrato. Il documento messo a punto dall’ufficio legislativo di via Arenula si sbilancia e segnala anche l’impatto di alcune delle disposizioni in agenda.
È il caso, per esempio, delle 60.000 cause in meno nell’afflusso ai tribunali per effetto della procedura di negoziazione assistita. Si tratta – spiega la Giustizia – di una procedura gestita dagli avvocati delle parti per il raggiungimento di un accordo prima che la lite venga portata davanti al giudice; l’accordo costituisce un titolo esecutivo in forza del quale è possibile aggredire i beni del debitore che rifiuti di pagare. E 80.000, tra procedimenti di separazione e divorzio, potrebbero non confluire davanti all’autorità giudizaria dall’applicazione della medesima impostazione al diritto di famiglia. Si potrà cioè separarsi o divorziare davanti all’ufficiale di stato civile, come avviene per l’istituzione del vincolo matrimoniale. A patto che non ci siano figli minori o maggiorenni con handicap.
Sul medesimo percorso che il tecnico chiamerebbe di «degiurisdizionalizzazione» si muove poi anche la possibilità, per le controversie pendenti, di trasferire, su accordo delle parti, la decisione a un arbitro. Fiducioso, il ministero mette nero su bianco che dal “combinato disposto” di questi due interventi deriverà un dimezzamento delle 5 milioni e mezzo di controversie arretrate, per effetto del recupero di maggiori margini di operatività da parte dei magistrati.
Per quanto riguarda il processo civile, con qualche aggoiustamento potrebbe essere riproposto il modello emrso anni fa dalla commissione Vaccarella, fondato sull’anticipazione, rispetto alla prima udienza di comparizione, del “botta e risposta” tra le parti. Si punta poi al rafforzamento del principio di immediata, provvisoria efficacia di tutte le sentenze di primo e secondo grado, anche quando questa hanno natura costitutiva. Sarà consentito poi il recupero immediato dei beni e dei crediti richiesti in giudizio e verranno individuate, probabilmente su indicazione del Consiglio superiore della magistratura, tecniche di redazione degli atti coerenti con la semplificazione del giudizio.
Delicato il capitolo dedicato alla rimodulazione e riduzione dei tempi processuali per superare i tempi processuali superflui. In discussione gli ordinari 90 giorni per comparire e la fisionomia della prima udienza nella quale, nella maggior parte dei casi, non si decide nulla ma si rinvia ad altra udienza per approfondimenti ulteriori. Ma a essere investite dal cambiamento saranno anche le regole per le impugnazioni, cercando di limitarne il più possibile un uso strumentale. A partire dall’appello con il rafforzamento del divieto di nuove allegazioni e la tipizzazione dei motivi che possono essere fatti valere. In sstanza nulla di ciò che è stato estraneo al primo grado può essere portato in appello. Ma in agenda c’è anche la revisione del giudizio camerale in Cassazione.
Un taglio di 6-9 mesi è poi atteso dall’applicazione di forme processuali semplificate per le cause di più agevole deflazione. Su questo punto la carta da giocare sarà rappresentata dalla possibilità per il giudice di decidere d’ufficio il passaggio della lite dal rito ordinario a quello sommario di cognizione. Sulle testimonianze, gli avvocati potranno raccogliere le dichiarazioni delle persone informate dei fatti, mentre l’autorità giudiziaria potrà procedere a sentire i testi a distanza, attraverso videoconferenza.
Mano più pesante poi per scoraggiare il debitore dal vantaggio dei tempi lunghi della giustizia. Chi non paga quanto dovuto sarà assoggettato a un elevato tasso legale, pari almeno a quello di mercato, per il ritardato pagamento. Saranno, poi, introdotte misure per permettere al creditore di avere una fotografia il più aderente al vero possibile delle condizioni patrimoniali del proprio debitore, favorendo la ricerca dei beni di valore più elevato e che più agevolmente possono essere nascosti (titoli di Stato, rapporti di conto corrente, obbligazioni, azioni, retribuzioni).

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa