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In aprile frena la raccolta dei gestori

Negativo il saldo dei fondi (-1 miliardo) – Patrimonio a 1.854 miliardi
L’industria del risparmio rallenta il passo. Ad aprile gli asset manager italiani hanno raccolto complessivamente 2,4 miliardi, vale a dire circa un quinto rispetto agli 11,5 miliardi incassati a marzo. A tirare il freno sono stati i fondi comuni con un saldo negativo per oltre un miliardo; una netta inversione di tendenza rispetto ai 7,1 miliardi incassati a marzo. Dopo una corsa ininterrotta durata quasi quattro anni, dunque, i prodotti più gettonati del risparmio gestito dimostrano di essere quelli che determinano le sorti dell’intera industria, nel bene e nel male. Per vedere il segno meno vicino al saldo di questi strumenti bisogna spostare le lancette all’indietro, fino a giugno del 2012 quando dalle casse dei gestori uscirono 1,9 miliardi.
In aprile è stato positivo, invece, l’andamento delle gestioni di portafoglio che, grazie al contributo dei mandati istituzionali, hanno incassato complessivamente 3,5 miliardi. Dall’inizio dell’anno nei forzieri del sistema sono entrati circa 30 miliardi, mentre il patrimonio si è fermato a 1.854 miliardi (1.857 a marzo), gestiti per il 51,6% dalle gestioni di portafoglio e per il restante 48,4 da quelle collettive.
Analizzando le statistiche relative ai fondi, il primo dato evidente è la massiccia uscita di capitali dai prodotti monetari, che solo fino al mese scorso canalizzavano gran parte della raccolta, testimoniando la tendenza dei sottoscrittori a parcheggiare i risparmi (anche con rendimenti pari a zero se non negativi), piuttosto che a investire in un’ottica di più ampio respiro. Bene, lo scenario a quanto pare è cambiato: da questa categoria sono usciti 4,9 miliardi. E una parte di questi potrebbe essere finita tra le fila dei flessibili che, con un saldo di 2,1 miliardi, hanno ripreso le redini del comparto con il risultato migliore di tutte le altre categorie. Le sottoscrizioni, infatti, sono diminuite anche per gli obbligazionari (scese da 2,1 di marzo a 1,2 miliardi di aprile), per gli azionari (da 747 milioni a 277) e per i bilanciati (da 454 a 202 milioni). Nel mese di aprile, però, i fondi di diritto italiano (+817 milioni) hanno avuto la meglio rispetto agli esteri (-1,9 miliardi). In genere succede il contrario.
Analizzando i rendimenti su base annua il quadro che emerge è abbastanza desolante; gli azionari in media hanno perso 13,8% e solo gli obbligazionari paesi emergenti vantano una performance positiva (1,6%).
Dal versante dei gruppi spicca il dato negativo di Generali (-3,7 miliardi). «Si tratta di operazioni infragruppo – dicono da Generali -. I deflussi sono spiegati dalle politiche di gestione della liquidità messe in atto dalle società del gruppo». Positivo, invece il risultato di Intesa Sanpaolo (2,1 miliardi), di Pioneer (871 milioni), di Azimut (738 milioni) e di Ubi (642 milioni).

Isabella Della Valle

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