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Aprile ad alta tensione, in scadenza 70 miliardi di bond fra Italia e Spagna

Si preannuncia un mese all’insegna del nervosismo dei mercati, questo aprile, in assenza di segnali forti dalla Banca centrale europea. Cipro e Italia hanno rabbuiato l’umore della comunità finanziaria internazionale. Dopo un periodo di intermittenza tra “risk on” e “risk off”, nell’Eurozona la volontà di assumersi maggiori rischi si è affievolita e la caccia grossa all’alto rendimento ha rallentato il passo. Le modalità del salvataggio delle banche cipriote con haircut sui depositi da un lato e l’impossibilità di formare un governo solido e stabile in Italia dall’altro lato hanno infatti rimesso l’accento sulla complessità della crisi dell’euro, tutt’altro che risolta: è prevedibile che peseranno più del solito nelle prossime settimane le aste italiane e spagnole.
In aprile, mese molto carico di rimborsi nei due Paesi, scadono 70 miliardi di titoli di Stato italiani e spagnoli: 47 miliardi italiani di cui 30 circa a medio-lungo e 23 spagnoli di cui 16 circa a medio-lungo. Questo metterà alla prova la resistenza della rete di sicurezza “virtuale” degli scudi anti-spread dell’Esm (linee precauzionali) e della Bce (Omts), pronti all’uso ma mai testati finora.
I mercati si augurano che a spazzare via le nuvole nere tornate ad addensarsi sulla zona dell’euro ci penserà il presidente della Bce Mario Draghi il prossimo giovedì. Qualsiasi intervento concreto, annuncio o anche solo vecchi intenti con nuovo vigore saranno bene accolti dai mercati, perché il ricordo di quel “whatever it takes” comincia a sbiadirsi. «La Bce può abbassare i tassi per dare vigore all’economia, anche se la frammentazione del mercato dell’euro impedirà al taglio di raggiungere chi ne ha più bisogno, i Paesi periferici con alto spread, per privilegiare i Paesi “core”», ha convenuto l’economista di una banca francese. La Francia di problemi ne ha, e gravi, e un tasso Bce dallo 0,75% allo 0,50% sarebbe di aiuto.
In alternativa, Draghi potrebbe far intuire che i prestiti straordinari LTRO a tre anni già fatti possono essere allungati, rinnovati oppure affiancati da LTRO aggiuntivi e simili.Il presidente della Bce potrebbe rinverdire la speranza di un uso futuro di collaterali con haircut agevolati quando ad essere cartolarizzati saranno i prestiti alle piccole e medie imprese. Gli spazi di manovra dell’Eurotower però sono più stretti che in passato: la cartuccia a salve delle OMTs è stata già sparata come deterrente e comunque nel mezzo della campagna elettorale tedesca è incauto spaventare l’elettorato-contribuente tedesco con un’apertura all’Italia. Il peggior incubo dei mercati su scala mondiale e dei cittadini europei è infatti il salvataggio dell’Italia, “troppo grande per fallire e troppo grande per essere salvata”, con i suoi 2.000 miliardi di euro di debito pubblico, 400 miliardi di emissioni lorde all’anno, 1.700 miliardi di titoli di Stato in circolazione.
Se a prevalere sarà il nervosismo, in aprile, allora a farne le spese, in termini di rendimenti al rialzo, saranno le aste italiane e spagnole che hanno cadenze mensili inderogabili. La raccolta del Tesoro italiano sarà aiutata questo mese dall’emissione straordinaria del BTp Italia, che cadrà tra il 15 e il 18 aprile. L’anno scorso questo speciale titolo di Stato mirato al retail (può essere acquistato da casa con il trading on line e conferisce un premio di fedeltà a chi al dettaglio lo acquista al momento del collocamento e lo tiene fino a scadenza) ha portato nelle casse dello Stato 27 miliardi con tre emissioni. Il collocamento è avvenuto “a rubinetto” ovvero il Tesoro si è impegnato a soddisfare integralmente la domanda. Non sarà più così. Quest’anno, il “bottino” potrebbe essere più magro. Il BTp Italia ha durata quattro anni (una scadenza che piace al risparmiatore) e quindi i titoli venduti quest’anno scadranno nel 2017, un’annata già pesante per i rimborsi dei titoli di Stato in scadenza. Il Tesoro allora, a differenza dell’anno scorso, si è riservato la facoltà di chiudere il collocamento del BTp Italia (per ora tra il 15 e il 18 aprile) anticipatamente.
Per i mercati, l’Italia in qualità di emittente di titoli di Stato resta anche questo mese un sorvegliato speciale. Verrà analizzata con cura la politica di allungamento della vita media e durata finanziaria del debito pubblico, dopo la contrazione dell’anno scorso: nei primi tre mesi di quest’anno, le aste dei BoT non hanno coperto per intero l’ammontare dei titoli in scadenza e quindi lo stock in circolazione si è ridotto. Il Tesoro al tempo stesso è tornato da inizio anno sulla scadenza dei 15 anni. Resta da vedere se il perdurante stallo politico renderà improponibile il ritorno del BTp a 30 anni in asta: la domanda per le scadenze extra-lunghe, quelle che pagano extra-rendimento, è alimentata dalla repressione finanziaria (rendimenti negativi in Germania) ma un’impasse politica più grave del previsto rende meno appetibile il rischio-Italia su un arco di tempo trentennale.
Al di là di Italia e Spagna, le scosse di assestamento dopo il terremoto del salvataggio di Cipro continueranno in aprile: l’Eurogruppo e l’Ecofin informali dovranno servire a tranquillizzare i mercati sul caso “unico” cipriota, che non è un modello ripetibile. In quanto alle prospettive di crescita, su scala globale ma soprattutto nell’Eurozona, e al ruolo delle banche centrali per sostenere l’economia, schiarite si attenderanno da Fmi, G20 e Banca mondiale.

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