Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Apprendistato senza corsi esterni

Semaforo rosso sul fronte dell’abbattimento del cuneo fiscale, ma prime importanti aperture del ministero di via Veneto sul tema, caldo, della sburocratizzazione dell’apprendistato. Si è chiusa con una notizia negativa ed una positiva la prima giornata del Festival del lavoro, in programma a Fiuggi da ieri fino a sabato a 22 giugno.
La manifestazione, alla quarta edizione, è organizzata dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro e dalla sua Fondazione studi.
Sui contratti di apprendistato una forte sburocratizzazione e semplificazione è prevista fino al 2015. Il restyling costituirà una delle misure di semplificazione a costo zero che dovrebbero essere approvato nel pacchetto giovani, in consiglio dei ministri la prossima settimana. Ad annunciarlo alla platea è stato Paolo Pennesi, direttore generale del ministero del Lavoro: «Stiamo studiando – ha detto – una norma che neutralizzi la formazione trasversale di questi contratti finché le Regioni non riusciranno ad omogeneizzarla su standard uguali per tutti». Per farlo ci sarà tempo per altri due anni e mezzo, durante cui sarà la contrattazione collettiva a scrivere le regole. «Così – ha aggunto Pennesi – non ci sarà più l’alibi della burocrazia regionale».
Sugli altri nodi dell’apprendistato, invece, le riserve non sono state ancora sciolte. In particolare, sembra che il Ministero freni sulla possibilità di estendere la decontribuzione anche alle aziende più grandi (sopra i 9 dipendenti), mentre sulla soglia di stabilizzazione – ora al 30% fino al 2015 – si starebbe ancora discutendo.
«L’intervento di semplificazione sulla formazione nell’apprendistato è una misura molto attesa», ha precisato a sua volta Marina Calderone, presidente del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro: «Oggi – ha sottolineato – c’è troppo frammentazione perché abbiamo 21 mercati del lavoro ed è difficile proporre a un’azienda di assumere un apprendista». Il direttore del Lavoro ha anche confermato che nello stesso pacchetto di interventi ci sarà spazio anche per i contratti a termine, ripristinando gli intervalli a 10-20 giorni per il rinnovo, superabili con la contrattazione aziendale.
Parzialmente deluse, invece, sono state le aspettative di chi si attendeva un taglio in tempi brevi del cuneo fiscale: da Bruxelles, infatti, proprio ieri il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, ha rinviato alla prossima legge di stabilità, e quindi all’autunno, ogni intervento in materia. Prima, però, bisognerà sciogliere il nodo risorse, nonché valutare per quale platea di soggetti il cuneo potrà essere abbattuto.
Sul primo punto molto ci si attende anche dalle semplificazioni. «Serve un amministrazione più snella, che funzioni meglio e dreni meno risorse – ha indicato la strada il ministro per la Pubblica amministrazione, Giampiero D’Alia –. Ammontano a 21 miliardi, infatti, gli oneri annui a carico delle imprese, in taluni casi davvero insopportabili. Nel decreto del fare appena presentato credo si sia lavorato in tal senso, ma è chiaro che deve trattarsi solo di un primo passo». Quanto, poi, alla platea interessata da un taglio diretto del costo del lavoro «pensare ad un coinvolgimento di tutto lo stock di 11 milioni di lavoratori dipendenti – ha ribadito il presidente della Commissione lavoro della Camera, Cesare Damiano – appare impossibile perché costerebbe almeno 5 miliardi, ma se ci si limita ai giovani bisognerà alzare l’asticella ad almeno 34 anni di età».
Anche dal ministro per lo Sviluppo economico, Flavio Zanonato, in collegamento telefonico, è arrivata la conferma che il Governo lavorerà a forme di «defiscalizzazione del lavoro giovanile per abbassarne il costo». Per Zanonato «bisogna mettere le imprese italiane in grado di competere con lo stesso fardello fiscale e di costi che sostengono le altre imprese europee».
Sul tema della semplificazione, stavolta in materia fiscale, è intervenuto anche il direttore delle Entrate, Attilio Befera, secondo cui per recuperare quei 180 miliardi di evasione stimati annualmente «c’è un urgente bisogno di sviluppare nel nostro Paese una cultura della legalità fiscale». Il responsabile dell’Agenzia ha confermato che un primo passo verrà compiuto la prossima settimana, quando verrà presentato un pacchetto di provvedimenti attuabili con «un semplice provvedimento amministrativo», sottolineando tuttavia, che in prospettiva ciò che serve è «una revisione globale dell’impianto normativo».
Befera ha infine annunciato che dovrebbe essere risolto «a breve» il problema dei rimborsi fiscali per quei 400mila italiani che nel 2012 hanno perso il lavoro e rischiano ora anche di non poter incassare i rimborsi con il modello 730 per la mancanza di un sostituto d’imposta.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Fininvest esce da Mediobanca dopo 13 anni, e con l’aiuto di Unicredit vende il suo 2% ai blocchi: ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Una nuova tassa sulle multinazionali, quelle digitali e anche quelle tradizionali. Pagamento delle i...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La prossima settimana il Consiglio dei ministri varerà due decreti. In uno ci saranno la governance...

Oggi sulla stampa