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Apprendistato con standard nazionali

La nuova disciplina dell’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore e quella dell’apprendistato di alta formazione e ricerca realizzano l’integrazione tra istruzione, formazione e lavoro per conseguire tutti i titoli dell’istruzione e formazione, anche del livello terziario, costruendo un sistema duale che ha qualche analogia con il modello tedesco. 
Concluso il ciclo della scuola secondaria di primo grado (la vecchia terza media), per assolvere l’obbligo di istruzione fino a 16 anni, il giovane potrà scegliere di proseguire il suo percorso di studi nella scuola secondaria superiore di istruzione professionale, tecnica o liceale, che si conclude con l’acquisizione del diploma di Stato, oppure nei percorsi di istruzione e formazione professionale (Iefp), gestiti dalle Regioni attraverso le loro istituzioni formative accreditate, che si concludono con il conseguimento della qualifica professionale al terzo anno e del diploma professionale al quarto anno. Dopo il diploma professionale, si potrà accedere al quinto anno utile per il conseguimento del certificato di specializzazione tecnica superiore (Ifts) o per il conseguimento del diploma di Stato. In questo modo, anche i giovani che hanno scelto i percorsi di istruzione e formazione professionale potranno accedere alla formazione terziaria degli Its o dell’università.
Per la prima volta nel nostro paese, con la nuova disciplina dell’apprendistato (decreto legislativo 81/2015), tutti questi percorsi potranno svolgersi o presso le istituzioni scolastiche e formative oppure in apprendistato.
Con la modifica alla normativa dell’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore, sarà possibile conseguire in apprendistato tutti i titoli della secondaria sia dei percorsi di istruzione scolastica, sia dell’Iefp regionale: tutti i titoli, anche quelli conseguiti nella formazione professionale, hanno validità nazionale. La durata massima di questa tipologia di apprendistato può essere di tre anni per l’acquisizione della qualifica e quattro anni per il conseguimento del diploma professionale o del diploma di istruzione. Per gli iscritti negli istituti tecnici, negli istituti professionali statali e nei licei, il contratto di apprendistato può essere stipulato dal secondo anno, mentre per gli iscritti nei percorsi dell’Iefp regionale può essere stipulato al compimento dei 15 anni, a prescindere dall’anno di frequenza. Dopo il conseguimento del diploma professionale di Iefp, questa tipologia di apprendistato potrà essere prorogata di un anno, per consentire allo studente di conseguire il certificato di specializzazione tecnica superiore (Ifts) con cui accedere solamente ai percorsi degli Its, ovvero il diploma dell’istruzione professionale con cui accedere sia agli Its, sia all’università.
Con la modifica all’apprendistato di alta formazione e di ricerca sarà possibile conseguire i diplomi superiori degli Its e tutti i titoli universitari e dell’alta formazione, compresi i dottorati di ricerca. In particolare, con questa tipologia di apprendistato, potranno conseguire la laurea e il successivo dottorato sia giovani che hanno conseguito il diploma di studio dell’istruzione secondaria superiore negli ordinari percorsi scolastici, sia quelli che li hanno conseguiti in apprendistato. Allo stesso modo, con questa stessa tipologia di apprendistato, potranno conseguire il diploma superiore degli Its sia coloro che hanno conseguito il diploma di studio dell’istruzione secondaria superiore o il diploma professionale di Iefp integrato da un certificato di Ifts, negli ordinari percorsi scolastici, sia quelli che li hanno conseguiti in apprendistato. La nuova disciplina dell’apprendistato di alta formazione e ricerca non fissa la durata dei suoi percorsi, rimettendola alla regolamentazione che le regioni definiranno in accordo con le associazioni territoriali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, le università, gli istituti tecnici superiori e le altre istituzioni formative o di ricerca.
Infine, per queste due tipologie di apprendistato duale è previsto l’esonero dall’obbligo retributivo per la formazione esterna all’azienda e la retribuzione pari al 10% di quella che sarebbe dovuta al lavoratore per la formazione svolta all’interno dell’impresa.
Ora, il prossimo atto per la costruzione del sistema duale italiano sarà il decreto interministeriale con cui saranno disciplinati gli standard formativi dell’apprendistato, lo schema di protocollo che dovrà essere sottoscritto tra il datore di lavoro e l’istituzione formativa. Lo stesso provvedimento dovrà determinare altri aspetti quali il monte ore massimo del percorso scolastico, che può essere svolto in azienda e le caratteristiche che dovranno avere le imprese che assumeranno in apprendistato per la qualifica ed il diploma.

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