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Apple vuole McLaren per l’iAuto

Metti un iPhone nel motore? La Apple sarebbe in trattative per comprare la McLaren, rivela il
Financial Times: l’azienda americana di telefonini e computer potrebbe investire da 1 a 1 miliardo e mezzo di sterline per l’acquisto della casa automobilistica britannica di vetture di gran lusso, proprietaria della celebre squadra corse omonima di Formula Uno. Per ora l’indiscrezione, che cita ben tre fonti anonime a conoscenza del negoziato, raccoglie un “no comment” dalla California e una smentita dall’Inghilterra: «La McLaren non sta discutendo con la Apple su un potenziale investimento». Ma basta l’ipotesi a far sussultare le borse, la new economy digitale e l’industria dell’auto mondiale: gli analisti la interpretano come un segnale che la compagnia fondata da Steve Jobs non ha rinunciato al progetto di diversificarsi nel settore delle quattro ruote, bensì pensa di fornire alle macchine del futuro – elettriche e con autopilota – non soltanto il software, ovvero il cervello, ma pure l’hardware, ovvero il corpo. Una mossa che se realizzata, commenta il quotidiano della City, può “trasformare l’industria dell’auto”.
La Apple, secondo il Financial
Times, sta considerando un completo take-over della McLaren o un investimento strategico. L’acquisizione potrebbe accelerare il “progetto auto” finora sviluppato con segretezza dall’azienda di iPhone, iPad e Mac. Dal 2014 la Apple ha assunto centinaia di ingegneri e designer, portandoli via ad aziende di automobili come la Mercedes e la Tesla, per produrre l’auto elettrica del domani. Ma recentemente erano nati dubbi sull’iniziativa, dopo il licenziamento di decine di tecnici e l’avvicendamento del capo originale del programma, Steve Zadesky, con un veterano della Apple, Bob Mansfield. Le voci del settore spiegavano il terremoto con un cambiamento di direzione: non più produrre un’auto elettrica, bensì concentrarsi sui sistemi necessari a un’auto che si guida da sola. Creare un computer che fa da pilota, in sostanza, invece che un nuovo concetto di auto da capo a piedi.
Altri “insider” tuttavia dubitano che la Apple rinnegherebbe la sua strategia tradizionale di controllare sia l’hardware che il software dei suoi prodotti – una scelta che la differenzia da altri giganti di Silicon Valley, come ad esempio Microsoft. L’operazione McLaren risponderebbe appunto a tale esigenza. L’azienda britannica ha prodotto 1654 vetture lo scorso anno, molte delle quali con un prezzo intorno a 1 milione di sterline (1 milione e 200 mila euro). Possiede inoltre, a parte un mitico team di Formula Uno, un reparto di tecnologie avanzate che si sposerebbe bene con la continua ricerca di eccellenza tecnologica della Apple. Nel 2015 la McLaren ha avuto un fatturato di 450 milioni di sterline, ma si è impegnata a investire un miliardo di sterline in ricerca e sviluppo nei prossimi sei anni. Per la Apple si tratterebbe della maggiore acquisizione dopo quella da 3 miliardi di dollari della Beats Eletrocnics nel 2014.
Non è detto che l’affare vada in porto, come dimostra la smentita della McLaren. Ma l’unione di Mac e Mc, di computer e auto da corsa, avrebbe il potenziale per creare l’auto del 21esimo secolo.
Enrico Franceschini
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