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Apple non svela i piani per la successione

di Marco Valsania

Steve Jobs era assente dall'assemblea degli azionisti di Apple. Ma la sua figura è stata, come sempre, al centro del dibattito: un gruppo di grandi investitori ha dato battaglia per inaugurare una stagione di maggior trasparenza, cominciando proprio dalla richiesta di adottare per iscritto e rendere noto un piano di successione al co-fondatore e amministratore delegato in congedo per lottare contro la sua malattia.

La richiesta di fare chiarezza sulla successione, criticata dalla società che teme la perdita di flessibilità manageriale e la divulgazione di informazioni alla concorrenza, è stata alla fine respinta dai soci. Ma gli azionisti ribelli, tra i quali il fondo pensione dei dipendenti pubblici della California Calpers, il più grande del paese con 226 miliardi di asset, sono riusciti strappare una vittoria su un'altra significativa riforma di governance: l'elezione a maggioranza assoluta, anzichè relativa, degli esponenti del board che vengono candidati senza opposizione.

Calpers stesso aveva definito l'iniziativa sul consiglio di amministrazione non vincolante ma parte di una campagna nazionale, come essenziale per meglio proteggere i diritti degli investitori. Assieme ad altri pension fund e a società specializzate nella consulenza agli azionisti, quali l'Institutional Shareholder Service, il fondo californiano ha finora chiesto a 58 grandi aziende di cambiare in senso democratico le regole per l'elezione dei consigli, ottenendo quasi una trentina di assensi. Ieri ha potuto aggiungere un successo pubblico nell'assemblea di un'azienda iconica della Corporate America. Anche se, almeno alla Apple, non si è tradotto in immediati cambiamenti: l'assemblea ha rieletto tutti i sette membri del board. L'esito dei voti è preliminare e dovrà in seguito essere ufficializzato.

La trasparenza di Apple è diventata oggetto di tensioni di fronte al peggioramento delle condizioni di salute di Jobs, da anni identificato con l'azienda. L'indiscusso leader del pioniere dell'hi-tech ha annunciato la sua nuova uscita di scena, la terza in sette anni, in gennaio. In passato al 55enne imprenditore era stato diagonisticato un tumore al pancreas: Jobs era stato poi sottoposto a trapianto del fegato. Il suo ritorno alla guida di Apple, nel 1997 dopo esser stato estromesso durante una lotta di potere nel decennio precedente, ha tuttavia coinciso con una serie ininterrotta di successi che hanno salvato l'azienda dallo spettro del fallimento: si sono susseguiti prodotti come l'iPod, l'iPhone, nuovi computer portatili e infine il tablet iPad, che hanno rivoluzionato la tecnologia di largo consumo.

Ma ora le sfide per Apple potrebbero moltiplicarsi nonostante i successi, che l'hanno trasformata nel marchio hi-tech con la più alta capitalizzazione di mercato. Azionisti e osservatori stanno valutando il ruolo di Jobs e la solidità della sua squadra di top executive, tra questi il braccio destro Tim Cook che ha rilevato la gestione quotidiana. Oltre a chiedere maggiori informazioni sui vertici, in gioco ci sono le future strategie: dall'uso di una cassaforte che contiene 60 miliardi di dollari in contanti, al lancio di nuovi prodotti. Su quest'ultimo fronte ieri l'azienda ha rivelato nuovi piani: ha annunciato un evento a San Francisco il 2 marzo che, stando alle indiscrezioni, vedrà il lancio di una nuova versione del suo ultimo successo, l'iPad. Nell'ultimo trimestre le vendite dell'iPad hanno rappresentato il 17% del fatturato di Apple, 4,6 miliardi di dollari. Le attese sono che quest'anno venda 30 milioni di tablet, dopo i quasi 15 milioni del 2010.

 

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