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Apple e l’Irlanda si piegano alla Ue Dublino riscuote 13 miliardi di tasse

Apple e l’Irlanda trovano un’intesa sulle tasse. Accusata dalla Commissione Ue di non aver versato imposte per 13 miliardi, la multinazionale ha deciso di scendere a patti con il governo di Dublino. Quello appunto che dovrebbe avere indietro i 13 miliardi che la Ue ha considerato alla stregua di « aiuti di Stato » . Una scelta che potrebbe così evitare la procedura in corso alla Corte di giustizia europea contro l’Ir-landa, deferita da Bruxelles in ottobre perché non ha raccolto la somma entro gennaio 2017. La Commissione sembra accogliere con favore l’iniziativa, anche se per ora non si sbilancia. L’accordo, così come proposto, può infatti lasciare adito a qualche dubbio. A partire dalle modalità di rimborso, visto che Apple inizierà a versare la cifra all’interno di un conto di garanzia a partire dal primo trimestre del 2018, sbloccandola poi solo se la Corte europea, di fronte a cui ha presentato ricorso, confermerà l’ammenda.
Nocciolo del problema sono le tasse pagate da Apple. Secondo la Commissione, l’Irlanda ha applicato ad Apple (così come ad alle altre multinazionali del web), un regime fiscale agevolato. Il risultato? Apple avrebbe pagato meno tasse per le sue attività nell’Unione europea, meno dell’ 1%. Un trattamento che per la Commissione si configura come aiuto di Stato, violando il principio di concorrenza.
L’accordo è stato annunciato ieri dal ministro delle Finanze dell’Isola Paschal Donohoe. «L’Ir-landa — ha dichiarato — si aspetta che Apple paghi fino a 13 miliardi di euro di tasse arretrate in un conto di deposito a garanzia». Dopo l’annuncio il ministro irlandese ha incontrato la Commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager, la donna che ha messo sotto accusa Apple e le multinazionali del web che fanno profitti in tutta Europa, ma pagano gran parte delle tasse nei Paesi con tassazione più favorevole. « Speriamo di poter lavorare costruttivamente con le autorità irlandesi per assicurarci che il recupero sia completato il prima possibile » , ha dichiarato un portavoce di Westager. Un accordo potrebbe infatti chiudere la procedura contro l’Irlanda, che fino a oggi nulla ha fatto per recuperare gli aiuti di Stato.
L’intesa non chiude però la questione di base, e cioè il fatto che le multinazionali del web vendono in tutti i Paesi europei, poi trasferiscono i profitti a società collegate che hanno la residenza fiscale nelle capitali dove l’imposizione è più bassa. È quello che ha fatto Apple attraverso sue società di comodo, la Apple Sales International e la Apple Operations Europe, con sede a Dublino. Società che secondo l’Antitrust Ue esistevano solo sulla carta e certo non potevano generare quegli ingenti profitti. Tutti soldi sottratti al fisco dei singoli Paesi.
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