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Apple in trincea per tre anni

di Maria Teresa Cometto

Apple ha tutto da perdere dopo la scomparsa del suo fondatore Steve Jobs. Può perdere il primato di società che vale di più in Borsa con 353,5 miliardi di dollari di capitalizzazione, più del colosso petrolifero ExxonMobil. Può perdere il dominio sul mercato dei tablet inventato con l'iPad e su quello degli smartphone, reinventato con l'iPhone. E può perdere il fascino di essere il marchio più cool, non solo nel campo tecnologico. Ma i concorrenti non possono cantare vittoria troppo presto, perché Jobs ha preparato la sua successione da tempo, lasciando abbastanza idee nel cassetto per almeno i prossimi tre anni e, per svilupparle, un team di manager capaci e affiatati, guidati da Tim Cook.

Martedì 18 ottobre sarà la prima importante prova pubblica per il nuovo ceo, ora tutto solo alla guida di Apple: dovrà annunciare i risultati dell'ultimo trimestre e soprattutto dire che cosa si aspetta per l'imminente campagna degli acquisti di Natale e per il prossimo futuro. Non può deludere ancora le aspettative di consumatori e analisti come ha fatto la settimana scorsa, presentando il nuovo iPhone 4S. Il problema è che anche per il fatturato e i profitti le aspettative sulla Apple sono sempre altissime, perché gli investitori si sono abituati a record dopo record perfino durante l'ultima recessione. Ecco su quali terreni la sfida sarà più intensa.

Smartphone

È il campo su cui oggi Apple è più vulnerabile: l'iPhone è il prodotto che porta più fatturato e profitti nelle casse aziendali, ma nel trimestre chiuso a fine settembre potrebbe aver subito un serio colpo. Per la prima volta gli smartphone Galaxy della coreana Samsung potrebbero essere diventati primi per volume di vendite. Nel secondo trimestre 2011 Apple era ancora in testa con oltre 20 milioni di telefonini venduti nel mondo e una quota di mercato di oltre il 19%, ma Samsung sta crescendo a un ritmo accelerato e il fatto che il nuovo iPhone 4S non abbia stupito con novità «rivoluzionarie» può facilitare l'assalto al suo primato. Forse entro Natale la finlandese Nokia lancerà il nuovo telefonino disegnato in joint-venture con Microsoft e cercherà così di risalire la classifica dei produttori, dove è stata a lungo leader.

Poi c'è Google, che finora ha sfidato Apple solo sul sistema operativo, imponendo il suo Android come la piattaforma più usata; ma dopo aver comprato Motorola Mobility può pensare di farsi un telefonino in proprio. Mentre a proposito di Amazon.com circolano voci sul suo possibile interesse ad acquistare da Hp il sistema operativo WebOS (Palm), considerato ottimo dagli esperti. Di fronte ai concorrenti sempre più agguerriti, Apple deve sfornare presto un iPhone 5 che riaccenda l'eccitazione del pubblico.

Musica portatile

Qui invece Apple continua a non avere una credibile alternativa al suo iPod, che controlla il 78% del mercato e ha venduto, dalla sua nascita 10 anni fa, 300 milioni di apparecchi.

Il concorrente Zune lanciato da Microsoft nel 2006 con grande fanfara non ha mai attecchito e la settimana scorsa è stato ritirato definitivamente. Secondo qualcuno anche l'iPod dovrebbe sparire, visto che la sua funzione è rimpiazzata dall'iPhone. In realtà Apple continua a venderne (45 milioni fra giugno 2010 e giugno 2011), di cui la metà comprati da clienti nuovi, ha detto Cook, che quindi non ha nessuna intenzione di smettere di promuoverlo. Anzi, lo tiene ben integrato nella famiglia di tutti i prodotti Apple che da dopodomani saranno collegati al nuovo servizio dell'iCloud.

La «nuvola»

È un servizio che permette ai clienti di conservare in un «magazzino virtuale» (mega-computer centralizzati e condivisi fra diversi utenti) tutti i possibili contenuti — musica, video, giornali o libri comprati online, ma anche documenti e foto propri — e poi usarli dove e come vogliono, sul personal computer, il telefonino intelligente, il tablet o qualsiasi altro apparecchio collegato a Internet.

Amazon ha lanciato da qualche mese il suo Cloud Drive e rappresenta l'antagonista principale di Apple su questo terreno. La posta in gioco è altissima, dicono gli analisti: è il controllo di come la gente compra e consuma musica, libri, video. La «nuvola» che accumula più contenuti, conosce sempre più i gusti dei clienti e le loro abitudini, tutti dati utili per sviluppare nuovi prodotti ed aumentare le vendite.

Tablet

Apple e Amazon sono destinate a scontrarsi anche sui tablet. Amazon ha appena lanciato l'ultra economico Kindle Fire, che costa la metà dell'iPad: tutti sanno che ha funzioni ridotte e caratteristiche molto diverse, ma il suo ruolo sarà proprio incoraggiare l'acquisto diretto di contenuti digitali sull'AppStore della stessa Amazon e poi immagazzinarli nel Cloud Drive. Più simile all'iPad per tecnologia e look invece è il Galaxy di Samsung, contro il quale infatti (e contro il telefonino della stessa casa) Apple ha intentato una ventina di cause legali in tutto il mondo con l'accusa di violazione dei brevetti.

Mercati emergenti

Sono un asso nella manica di Cook, che li ha sviluppati negli ultimi anni: nel secondo trimestre 2011 per esempio le vendite in Cina avevano raggiunto 3,8 miliardi di dollari, sei volte il volume di un anno prima. La nuova classe media cinese può permettersi l'iPhone e l'iPad e li vuole: la sua domanda può essere il traino per la continua crescita di Apple nei prossimi anni.

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