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Apple, faro Ue sull’operazione Shazam

La Commissione europea ha annunciato ieri qui a Bruxelles di avere aperto una nuova indagine ai danni di Apple per la sua recente acquisizione di Shazam, il programma informatico di riconoscimento di brani musicali. L’iniziativa giunge su richiesta di alcuni paesi membri, tra cui l’Italia, preoccupati della possibilità che il gruppo americano con la sua operazione possa nuocere alla libera concorrenza nello Spazio economico europeo.
In un comunicato, l’esecutivo comunitario ha precisato che l’acquisizione, annunciata in dicembre, ha un valore inferiore a quello oltre il quale la notifica a Bruxelles da parte delle aziende coinvolte è obbligatoria. Sette paesi hanno però chiesto a Bruxelles di esaminare la vicenda: in primo luogo l’Austria, seguita dall’Italia, dalla Francia, dalla Spagna, dalla Svezia, e da altri due paesi non appartenenti all’Unione europea ma allo Spazio economico europeo: l’Islanda e la Norvegia.
A un primo esame, la Commissione ritiene che in effetti l’operazione potrebbe nuocere «in modo significativo alla concorrenza». Ha poi osservato di considerarsi l’autorità nella posizione migliore per valutare gli effetti transfrontalieri dell’operazione. Secondo numerosi siti specializzati, l’operazione di acquisto potrebbe essere stata di 400 milioni di dollari, un valore inferiore a quanto stimato nei recenti collocamenti azionari della società (1 miliardo di dollari).
Apple è certamente in prima fila nel settore dello scaricamento dei brani musicali online, con il sistema iTunes; mentre invece ha accumulato ritardo per quanto riguarda lo streaming musicale, dominato da Spotify. La società americana rivendica 27 milioni di abbonati in questo settore, rispetto ai 60 milioni di abbonati annunciati da Spotify. L’acquisizione di Shazam conferma il desiderio di Apple di diventare un protagonista nel settore dell’offerta musicale su Internet.
Il produttore californiano di computer ha vari dossiers aperti con Bruxelles. Da un lato è stata accusata di avere goduto di aiuti di stato illegittimi da parte dell’Irlanda, tanto da dover rendere a Dublino mancate tasse per 13 miliardi di euro. In gennaio, il produttore di chip Qualcomm è stato poi condannato a una multa di 997 milioni di euro per aver sussidiato Apple che in cambio le acquistava microprocessori (si veda Il Sole/24 Ore del 25 gennaio scorso).
Quando annunciò l’acquisizione nel dicembre scorso, la società californiana aveva spiegato che considerava Shazam «complementare», precisando di avere già immaginato «numerosi progetti in comune» e di essere «impaziente» di lavorare insieme alla società britannica. In un comunicato pubblicato ieri sera, Apple ha assicurato che intende collaborare con le autorità comunitarie a Bruxelles nel quadro di questa nuova indagine antitrust.

Beda Romano

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