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Apple cresce ma delude le aspettative

La Apple ha chiesto 2,5 miliardi di danni alla rivale Samsung, in occasione del processo per violazione di brevetti che si apre lunedì prossimo in California. Ma nel frattempo, nell’ultimo trimestre, il colosso della microelettronica fondato da Steve Jobs di miliardi ne ha aggiunti in cassa 8,8, a fronte di un fatturato globale di 35. Gli utili sono pari a 9,32 dollari per azione: sensibilmente meno dei calcoli di Thomson Reuters sul consenso degli analisti, che era di 10,36 dollari per azione, a fronte di un fatturato di 37,2 miliardi.
Nel suo terzo trimestre fiscale, l’azienda ha venduto 17 milioni di iPad (+84% sullo stesso trimestre dell’anno scorso), 6,8 milioni di iPod (-10%), 2 milioni di Mac (+2%) e 26 milioni di iPhone (+28%). Complessivamente, il fatturato è aumentato di 6,4 miliardi e i profitti di 1,5. A detta degli osservatori, lo scenario è influenzato dall’imminente arrivo dell’iPhone 5, la cui attesa ha frenato gli acquisti del popolare telefono negli ultimi tre mesi.
Ovviamente, non è stata la iper-riservata Apple ad annunciare l’ammontare della richiesta di risarcimento a Samsung: 2 miliardi di dollari per danni, più 500 milioni per mancati profitti. A rivelarlo, ci ha pensato il blog Foss Patent, specializzato proprio nella battaglia dei brevetti che imperversa, spesso senza esclusione di colpi, su smartphone e tablet.
L’impulsivo Jobs, nell’unica biografia autorizzata, quella uscita poco dopo la sua scomparsa, aveva dichiarato di sentirsi defraudato da Google, il cui sistema operativo Android non è oggettivamente troppo dissimile dall’iOs che fa funzionare iPhone e iPad. «Sarei pronto alla guerra termonucleare – aveva detto – pur di aggiustare questa ingiustizia». Molti si attendevano che il suo successore, il pacato Tim Cook, avrebbe sepolto l’ascia di guerra. Ma così non sembra.
Così i riflettori si accendono sul match Apple Vs. Samsung – l’azienda coreana è solo la più grande, delle tante case che costruiscono telefoni basati su Android – che va a cominciare lunedì prossimo. Con un risvolto curioso: il giudice della Corte della California del Nord che esaminerà il caso, si chiama Lucy Koh. Nominata da Obama due anni fa, è il primo giudice distrettuale americano di origini coreane. Vista l’onnipresenza dell’iPhone Apple e del Galaxy Samsung nelle tasche della gente, è facile che lo scontro sul ring degli smartphone otterrà un certo successo di pubblico. Entrambi i concorrenti, hanno molto a che fare con gli utili annunciati ieri da un’altra grande corporation americana: la AT&T. I profitti trimestrali ammontano a 3,9 miliardi: 66 centesimi per azione, contro i 60 previsti dagli analisti. Ma è interessante notare che negli ultimi tre mesi l’azienda ha attivato 3,7 milioni di iPhone. Anche in questo caso, più delle attese. Ma il guaio è che l’outlook è negativo, anche perché ormai l’originale esclusiva di AT&T sull’iPhone è finita da tempo e tutti i carrier americani lo vendono. Verizon, nell’ultimo trimestre, ne ha venduti 3,2 milioni di esemplari.
Il risultato? Gli operatori telefonici si lamentano dei termini contrattuali imposti dalla Apple. Ma nessuno può pemettersi di non controfirmarli. Ieri il titolo Apple ha chiuso a 600,9 dollari (-0,48%), anche se nell’after-hours – dopo i risultati di ieri sera – stava perdendo un altro 5%. Gli analisti, da parte loro, confermano target price assai più generosi. Dai 910 dollari per azione di Gene Munster di Piper Jaffray, ai 1.111 di Brian White, che segue il titolo per Topeka Capital Markets. Come aveva preannunciato, del resto, Apple distribuirà un dividendo di 2,65 dollari per azione.

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