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Appigli dalla prevalenza

Il principio di prevalenza salva i crediti e i debiti commerciali da costo ammortizzato e attualizzazione. È questo il punto chiave delle bozze dei nuovi Oic 15 – Crediti e Oic 19 – Debiti pubblicati dall’Organismo italiano di contabilità nel quadro del processo d’aggiornamento, per le modifiche al codice civile apportate dal dlgs 139/2015, dei principi contabili nazionali.

Il nuovo art. 2426 c.c., applicabile dagli esercizi iniziati dopo il 31 dicembre 2015, prevede infatti che i crediti e i debiti, stiamo citando il n. 8, «sono rilevati in bilancio secondo il criterio del costo ammortizzato, tenendo conto del fattore temporale e, per quanto riguarda i crediti, del valore di presumibile realizzo».

Una soluzione derivata dai principi contabili internazionali che preoccupa non poco, per le complessità sia tecnico-contabili che matematico-finanziarie, gli operatori nazionali abituati ai tradizionali, rispettivamente, valori di realizzo e nominale.

L’Organismo Italiano di Contabilità ha però interpretato il criterio di valutazione in parola, riducendone in concreto l’operatività, attraverso il nuovo principio di redazione contenuto nel quarto comma dell’art. 2423 c.c., ossia quello della rilevanza, secondo cui «non occorre rispettare gli obblighi in tema di rilevazione, valutazione, presentazione e informativa quando la loro osservanza abbia effetti irrilevanti al fine di dare una rappresentazione veritiera e corretta». I crediti e i debiti commerciali sono normalmente a breve termine, senza significativi costi di transazione e privi di differenze significative fra valore iniziale e a scadenza: ciò consente di presumere irrilevanti gli effetti dell’applicazione del costo ammortizzato e dell’attualizzazione che, quindi, possono essere disapplicati ritornando ad utilizzare, in definitiva, i ben noti valori di realizzo e nominale. Una lettura formalistica e rigida della norma, con conseguente applicazione obbligatoria del nuovo criterio anche ai rapporti obbligatori di funzionamento, avrebbe infatti generato significativi costi amministrativi non bilanciati da tangibile utilità per il lettore del bilancio.

Con riferimento alle modalità di applicazione del n. 8 dell’art. 2426 c.c. rispetto ai crediti di natura finanziaria, la bozza del nuovo Oic 15 prevede che in sede di rilevazione iniziale dovranno essere iscritti al valore nominale, applicando l’attualizzazione solo qualora il tasso d’interesse effettivo sia significativamente diverso da quello di mercato, per poi essere valutati successivamente attraverso il criterio del costo ammortizzato: alla chiusura di ogni esercizio il loro valore sarà infatti pari al valore attuale dei flussi finanziari futuri scontati al tasso di interesse effettivo». Il procedimento per ottenere tale risultato richiede i seguenti passaggi: a) la determinazione degli interessi calcolati secondo il tasso di interesse effettivo; b) la loro aggiunta al precedente valore contabile del credito; c) la sottrazione di quanto incassato per interessi e capitale nel periodo rendicontato; d) la sottrazione delle eventuali svalutazioni al valore di presumibile realizzo e delle perdite su crediti. Con riferimento ai debiti finanziari l’Oic 19 prevede un trattamento speculare, ovviamente senza considerare i concetti di svalutazione o perdita.

Molto importanti, infine, le indicazioni previste per la fase di prima applicazione non solo e non tanto per i crediti e i debiti, vista la possibilità di non applicare le nuove regole valutative per tali poste a quanto già iscritto al termine dell’esercizio precedente quello di first time adoption, ma, ad esempio, per i costi di ricerca e pubblicità. Si profila un approccio di tipo patrimoniale, nel senso che, citiamo quanto previsto per i crediti, «gli effetti derivanti dalla differenza tra il valore del credito iscritto nel bilancio dell’esercizio precedente alla data del bilancio in cui si applica la nuova disciplina (nella normalità dei casi 31 dicembre 2015) e il valore del credito calcolato al costo ammortizzato (ed eventualmente attualizzato) all’inizio dell’esercizio di prima applicazione di questa disciplina (nella normalità dei casi il 1° gennaio 2016) sono imputati agli utili (perdite) portati a nuovo del patrimonio netto, al netto dell’effetto fiscale».

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