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Appello per rinnovare le rate

Scade a fine mese il termine per presentare l’istanza di rateazione relativa a precedenti dilazioni scadute il 22 giugno 2013. Si tratta di una facoltà straordinaria concessa dall’articolo 11 bis, decreto legge n. 66/2014. I soggetti interessati sono solo quelli che al 22 giugno 2013 erano decaduti da una precedente rateazione.
Lo scopo della norma è quello di venire incontro alle esigenze dei soggetti che non hanno potuto beneficiare delle nuove regole più favorevoli introdotte dal decreto “del fare”. È una possibilità dettata in via eccezionale poiché, di regola, le rateazioni decadute non possono più essere dilazionate.
Le regole della disciplina in esame sono un po’ più restrittive di quelle ordinarie. In primo luogo, la durata massima del piano di rientro non può in alcun caso superare le 72 rate mensili. Non si può quindi beneficiare della maxi dilazione di 10 anni, applicabile in presenza di determinati requisiti reddituali o contabili. La rateazione in oggetto, inoltre, non può essere mai prorogata, mentre le procedure di rito consentono al massimo una proroga.
Va inoltre segnalato che la decadenza interviene in caso di mancato pagamento di due rate, anche non consecutive. La regola ordinaria è invece collegata al mancato versamento di otto rate, anche non consecutive. Qualunque tipologia di debito può beneficiare della rimessione in termini, purché si tratti di somme affidate alle società di Equitalia. Il modello predisposto da Equitalia prevede quindi correttamente che gli importi a ruolo possano essere nella titolarità non solo delle agenzie fiscali ma, ad esempio, anche dell’Inps. Dalla lettura del modulo non si ricava alcuna informazione in ordine alle regole operative che governano di concessione della speciale rateazione. Ciò dovrebbe comportare l’applicazione delle istruzioni ordinarie fornite in passato da Equitalia.
Per somme dovute non superiori a 50.000 euro, dunque, non dovrebbe essere necessario allegare alcuna documentazione. Per importi superiori, invece, per le persone fisiche occorrerà allegare l’Isee, mentre per le imprese in contabilità ordinaria occorre innanzitutto calcolare l’indice di liquidità, che deve avere valore inferiore a uno. Poi va determinato l’indice alfa al fine di individuare il numero delle rate concedibili.
Sul sito di Equitalia è disponibile un simulatore che consente di prefigurare l’esito della domanda di rateazione. Nel modello di istanza non è precisato se sia possibile richiedere la rata crescente (come per le procedure normali) che consente di spostare in avanti nel tempo lo sforzo finanziario. Non si vede, tuttavia, perché tale facoltà debba essere negata. Si ritiene, inoltre, che l’esistenza di eventuali espropriazioni in corso non sia di ostacolo alla richiesta di dilazione. Ciò significa che, se il debitore è stato oggetto ad esempio di un pignoramento presso terzi, lo stesso può bloccare gli atti esecutivi con la presentazione della domanda in questione. Lo stesso dicasi in caso di pignoramento mobiliare o immobiliare al quale non ha fatto ancora seguito la vendita all’incanto del bene oggetto di vincolo.
Va infine ricordato che la pendenza di una dilazione comporta dei benefici collaterali non trascurabili. Si pensi alla possibilità di ottenere un Durc che consenta di partecipare a procedure a evidenza pubblica. La rateazione inoltre impedisce l’adozione degli strumenti cautelari. In pratica, questo significa che l’agente della riscossione non può iscrivere né il fermo amministrativo dei veicoli né l’ipoteca sui beni immobili del debitore.

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