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In appello ok all’uso dei documenti fuori tempo

I documenti depositati tardivamente in primo grado sono utilizzabili in appello senza bisogno che siano nuovamente prodotti; questi (nuovi) documenti, infatti, sono entrati automaticamente e «ritualmente» nel procedimento di appello e possono essere utilizzati dal giudice regionale ai fini del decidere. Lo ha stabilito la sezione sesta della Cassazione nell’ordinanza n. 16652/2018 depositata in cancelleria il 25 giugno scorso. La vertenza tratta di un ricorso per cassazione con cui le Entrate opponevano una sentenza della Commissione tributaria regionale della Campania. Il giudice d’appello aveva ritenuto che, in relazione al difetto di delega di sottoscrizione, l’Ufficio finanziario, costituendosi nel giudizio di primo grado, avesse prodotto tardivamente le deleghe di firma, non rispettando il termine di venti giorni liberi prima della trattazione a norma dell’articolo 32 del dlgs n. 546/92. Da questo l’annullamento dell’accertamento. Tuttavia, il Collegio ha rilevato come nel giudizio di appello l’articolo 58 comma 2 del dlgs n. 546 del 1992 consenta la produzione di nuovi documenti, senza i limiti di cui all’art. 345 c.p.c., pure se tali documenti devono essere prodotti sempre venti giorni prima dell’udienza, stante il richiamo dell’art. 61 alle norme del procedimento di primo grado, e , quindi, anche all’art. 32 del dlgs n. 546/92. Tuttavia, aggiunge il Collegio supremo «ove il documento sia inserito nel fascicolo di parte di primo grado e questo sia depositato all’atto della costituzione unitamente al fascicolo di secondo grado, si deve ritenere raggiunta, ancorché le modalità della produzione non corrispondano a quelle previste dalla legge, la finalità di mettere il documento a disposizione della controparte, in modo da consentirle l’esercizio del diritto di difesa; quindi, l’inosservanza delle modalità di produzione documentale deve ritenersi sanata». In conclusione, il Collegio di Piazza Cavour, accogliendo il ricorso con rinvio, ha ritenuto che i documenti presentati illegittimamente in primo grado fossero da considerare «nuovi documenti» così come prescrive l’articolo 58 comma 2 del dlgs n. 546/92 e che l’inosservanza di cui all’articolo 32 dello stesso dlgs n. 546/92 debba ritenersi sanata dalla possibilità dell’esercizio di difesa in appello.

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