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Appello inammissibile senza ricevuta di invio

Se l’appello tributario è stato notificato a mezzo posta e nel fascicolo processuale non viene depositata la ricevuta di spedizione della raccomandata, l’atto è inammissibile. È irrilevante, a tal proposito, il deposito dell’avviso di ricevimento relativo alla raccomandata, come anche la costituzione in giudizio della controparte, poiché le norme del dlgs 546/92 pongono come essenziale l’adempimento del deposito della ricevuta di spedizione, a pena di inammissibilità. Sono le conclusioni che si leggono nella sentenza n. 3636/05/17 della Ctr del Lazio, con cui è stato dichiarato inammissibile un appello proposto dal comune di Roma. Il giudice regionale, dopo aver esaminato il fascicolo processuale, ha rilevato il mancato deposito della ricevuta di spedizione dell’appello, notificato a mezzo posta. D’ufficio, senza domanda di controparte, ha quindi rilevato l’inammissibilità, nonostante l’appello fosse corredato dagli avvisi di ricevimento che comprovavano l’avvenuta notificazione nei termini.

In tal senso, la Commissione richiama l’articolo 22 del dlgs n. 546/1992, a cui espressamente rinvia l’articolo 53 del medesimo decreto, sulla «forma dell’appello» (« deve essere depositato a norma dell’articolo 22, commi 1, 2 e 3»). Al comma 1 del citato articolo 22, è stabilito che «entro trenta giorni dalla proposizione del ricorso, a pena d’inammissibilità deposita, nella segreteria della Commissione tributaria adita, l’originale del ricorso con fotocopia della ricevuta di deposito o della spedizione per raccomandata a mezzo del servizio postale». Al comma 2 dello stesso articolo, è previsto che «L’inammissibilità del ricorso è rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado del giudizio, anche se la parte resistente si costituisce a norma dell’articolo seguente». Dunque, la Ctr ha ritenuto di dover applicare alla lettera le citate disposizioni, rilevando che la ricevuta di spedizione della raccomandata postale non possa essere sostituita in alcun modo dal correlato avviso di ricevimento. Irrilevante è, del pari, l’eventuale costituzione in giudizio della controparte o la richiesta di inammissibilità formulata dalla stessa, poiché la norma prevede la rilevabilità d’ufficio del vizio, in ogni stato e grado del giudizio. Nel caso di specie, la controparte non si era costituita nel giudizio, per cui all’inammissibilità dell’appello la Ctr non ha fatto seguire alcuna condanna alle spese.

Nicola Fuoco

[omissis] Roma Capitale ha resistito al ricorso rappresentando l’avvenuta notifica dell’avviso di accertamento e la conseguente non impugnabilità della cartella per vizi riferiti all’avviso rimasto non impugnato, deducendo che l’atto reca tutti gli elementi informativi dovuti, che è stato notificato tempestivamente, che la legittimazione passiva in relazione a esso spetta al concessionario della riscossione, che non sussiste prescrizione, che non vi è alcun vizio dell’avviso di accertamento in ordine alla rendita catastale applicata.

Anche Equitalia Sud spa ha resistito al ricorso, rilevando la propria carenza di legittimazione passiva in relazione alle questioni riguardanti profili diversi e antecedenti rispetto alla cartella e deducendo la conformità di quest’ultima alle prescrizioni normative.

La Ctp ha accolto il ricorso, ravvisando la nullità della notificazione dell’avviso di accertamento (per omessa indicazione delle ragioni della mancata consegna nell’A.R. della prima raccomandata e per mancata documentazione dell’esito della notifica dell’avviso di deposito) e la conseguente tardività dell’esercizio della pretesa tributaria, che deve ritenersi avvenuto soltanto con la notifica della cartella, effettuata (il 13/3/2012) oltre il quinquennio successivo all’anno di imposta in questione (2005).

L’appellante deduce che l’iscrizione a ruolo è avvenuta nel rispetto dei termini previsti dalla legge, in quanto, non essendo stato impugnato l’avviso di accertamento, divenuto definitivo il 19/4/2010, il titolo esecutivo andava notificato entro il 31 dicembre del terzo anno successivo, vale a dire entro il 31/12/2013 e la cartella è stata notificata il 13/3/2012; ribadisce inoltre la completezza motivazionale della cartella, la carenza di legittimazione passiva dell’Ente rispetto a vizi che siano riferiti a essa e l’insussistenza di prescrizione. ( )

MOTIVI DELLA DECISIONE

L’appello è inammissibile, ai sensi degli artt. 22, comma 1, e 53, comma 2, del dlgs n. 546/1992, in quanto l’impugnazione, inoltrata per la notifica a mezzo posta, è stata depositata senza la ricevuta di spedizione, come invece prescritto dalle suddette norme.

L’ineludibilità di tale adempimento e la decisività della sua (mancata) osservanza, rilevabile d’ufficio, rispetto alla prova dell’avvenuta ricezione della notificazione postale da parte del destinatario sono state affermate dalla Suprema corte (cfr. Cass. n. 16758/2016, Cass. n. R.G.A. n. 7264/2016 7373/2011). L’appellante, peraltro, ha depositato due avvisi di ricevimento intestati alla controparte ( ) e a Equitalia Sud spa, ma senza che emerga una sicura correlazione con l’appello, mancando le ricevute di spedizione o quanto meno l’indicazione dei loro estremi.

L’inammissibilità dell’appello non comporta riflessi sulle spese processuali, dato che la controparte non si è costituita.

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