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Appello Bce all’Italia “Obiettivi a rischio rafforzate la manovra Spagna esempio da seguire”

Alla vigilia del vertice Ecofin la Bce avverte l’Italia: bisogna consolidare i conti, altrimenti sono a rischio i target di bilancio, specie adesso che la ripresa economica sta perdendo slancio. Il presidente Mario Draghi aggiunge: «Servono più investimenti, la Bce è pronta a intervenire ulteriormente, ma non può essere solo Francoforte a rilanciare la crescita». «Non c’è nessuno stimolo monetario (e di fatto nessuno stimolo fiscale) che tenga se non affiancato dalle giuste politiche strutturali». Nell’analisi del responsabile della Bce «soltanto se le politiche strutturali, di bilancio e monetarie procedono di pari passo, l’area dell’euro assisterà al recupero degli investimenti». Poi Draghi prende ad esempio Madrid: «Si prevede che la Spagna registri una ripresa degli investimenti vigorosa nei prossimi due anni – ha detto – per le riforme favorevoli alle imprese e la riduzione delle imposte sui redditi delle persone fisiche e delle società. La Spagna offre un esempio incoraggiante di come le migliori pratiche nell’area euro sulle riforme diano frutti».

Anche il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ricorda che per crescere bisogna tornare ad investire e calcola che gli imminenti maxi-prestiti dell’Eurotower potranno avere un impatto benefico sul Pil italiano dello 0,5%, se le banche trasmettono i risparmi sui costi ai proprio clienti. «Un ammontare consistente», precisa.
Il Bollettino Bce arriva proprio mentre convergono su Milano i ministri finanziari di Eurolandia e lo stesso Draghi, mentre i tassi sui Btp italiani vanno ai minimi e dalla Ue filtra un dato: la produzione industriale italiana è del 25% più bassa dai livelli precrisi. Nel testo il passaggio dedicato all’Italia suona così: «Restano rischi sulle possibilità del governo di centrare l’obiettivo di un deficit pari al 2,6% del Pil nel 2014, soprattutto dopo che il quadro economico è risultato peggiore del previsto». Ci vuole quindi «un ulteriore consolidamento del bilancio» per essere in linea con le regole Ue. in pratica, bisogna rafforzare la manovra per ridurre il deficit e il debito. Con le loro parole: «E’ importante che l’Italia rafforzi ulteriormente la politica fiscale così da adempiere alle norme del Patto di Stabilità, in particolare per quanto riguarda la riduzione del rapporto debito pubblico/Pil».
E di nuovo questi esperti raccomandano il via libera effettivo alle riforme strutturali, condizione indispensabile anche per far marciare il dibattito sulla flessibilità, assai caro al premier Renzi.
Ancora una volta, proprio su questo terreno, Eurolandia evidenzia marcate differenze: «Molti paesi hanno compiuto passi avanti importanti mentre in altri le misure devono ancora essere attuate». Serve una svolta: solo se le riforme partono sul serio si potrà garantire una crescita sostenibile, capace anche di rilanciare l’occupazione. Il momento attuale è critico. «Nel terzo trimestre la crescita dell’eurozona, secondo gli indicatori disponibili fino ad agosto, perderà slancio e l’espansione proseguirà ad un ritmo modesto». Sulla ripresa continuerà a pesare «un elevato tasso di disoccupazione».
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