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Appello al Governo per aiutare le attività produttive

Diverse categorie professionali scendono in campo a fianco del mondo produttivo sollecitando il Governo ad adottare provvedimenti adeguati a tutela dell’occupazione e dell’attività imprenditoriale tenuto conto delle gravi difficoltà che si stanno determinando per il prolungamento e l’estensione territoriale dell’emergenza coronavirus.

In una lettera inviata al presidente del Consiglio dei ministri, la presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del Lavoro, Marina Calderone, sottolinea la necessità di improcrastinabili iniziative a sostegno del sistema produttivo per mantenere i livelli occupazionali a fronte di un reale rischio di licenziamenti. In quest’ottica si chiede l’estensione della cassa integrazione in deroga a tutte le aziende e ai professionisti esclusi dal sistema degli ammortizzatori sociali, nonché la semplificazione delle procedure per tutti gli strumenti già disponibili.

Quindi, sostituzione del confronto con i sindacati con una comunicazione da parte dell’impresa; possibilità di presentare la domanda fino a 4 mesi dopo la sospensione dell’attività; eliminazione della relazione tecnica se la causale è coronavirus; consentire un’unica domanda a fronte di periodi di sospensione non consecutivi nonchè l’invio di un elenco beneficiari semplificato; esclusione di questo periodo di ammortizzatori dai contatori di durata massima previsti dalla normativa ordinaria.

Necessario poi prorogare una serie di scadenze relative alla gestione dei rapporti di lavoro per almeno sessanta giorni, nonchè prevedere una deroga ai limiti su proroghe e rinnovi dei contratti a tempo determinato.

Sul fronte fiscale i consulenti del lavoro evidenziano la mancanza di una norma di raccordo che estenda a tutti la sospensione degli adempimenti già decisa per gli undici comuni della zona rossa, in una prima fase oggetto delle restrizioni più stringenti, che però ora sono state applicate a tutta Italia.

In questo ambito, il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili ha messo a punto ulteriori proposte oltre a quelle condivise con Confindustria (si veda altro articolo in pagina). Dall’estensione al 15 febbraio 2021 di tutti gli istituti e le scadenze del Codice della crisi (ora previste al prossimo 15 agosto), all’istituzione di un fondo di garanzia per piani di sviluppo, rilancio e riconversione delle attività di impresa e di lavoro autonomo attestati da commercialisti, fino ad arrivare all’estensione ai prestiti al 31 gennaio 2020 della possibilità di chiedere la sospensione del pagamento della quota capitale fino a un anno.

L’Associazione italiana dottori commercialisti ritiene non sufficienti i provvedimenti adottati finora in materia tributaria e il presidente del centro studi dell’Associazione di Milano, Alessandro Savorana, chiede di posporre almeno fino alla fine di giugno tutti i termini per l’adempimento degli obblighi tributari.

Sul fronte della giustizia tributaria, invece, Lapet (Associazione nazionale tributaristi) auspica che al decreto legge 11/2020 relativo all’attività giudiziaria, in fase di conversione, siano apportate delle modifiche in modo da evitare applicazioni non uniformi sul territorio nazionale e per sospendere il pagamento di tutte le iscrizioni provvisorie tenuto conto del rinvio delle udienze.

Infine un appello per un dettagliato elenco di interventi urgenti è stato rivolto al Governo da parte della Confederazione Aepi (Associazione europea del professionisti e delle imprese).

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