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Appalti, salta il massimo ribasso C’è l’intesa sulle semplificazioni

Il consiglio dei ministri dovrebbe approvare oggi il decreto legge su semplificazioni e governance, temi fondamentali per la gestione del Pnrr, il piano di ripresa per utilizzare gli oltre 200 miliardi messi a disposizione dell’Italia dalla Ue. La prossima settimana sarà invece varato il decreto per le assunzioni nella pubblica amministrazione, che conterrà anche quelle relative ai 350 tecnici presso il ministero dell’Economia: norma stralciata in tarda sera dalla bozza di decreto dopo un braccio di ferro con gli altri ministeri, contrari a corsie preferenziali per il Tesoro.

Per sciogliere gli ultimi nodi sulla regolamentazione degli appalti il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha riunito ieri la cosiddetta cabina di regia, in pratica mezzo governo, e poi ha incontrato i sindacati, che ne hanno approfittato per chiedere la riapertura del confronto sul blocco dei licenziamenti.

Via il massimo ribassoI sindacati, ma anche Pd, Leu e 5 Stelle, hanno ottenuto che dalla bozza del decreto venisse tolto il criterio del massimo ribasso per l’aggiudicazione dei lavori mentre sull’altro punto di scontro, il tetto ai subappalti, c’è stato in serata un confronto tecnico tra governo e sindacati. Draghi ha spiegato che le norme Ue impongono di superare il limite ai subappalti, che il codice degli appalti fissa al 30% del valore complessivo del contratto e che, durante la pandemia, è stato elevato al 40% fino al prossimo 30 giugno. Questi tetti dovrebbero saltare, perché appunto in contrasto con le direttive europee, ma in cambio, verrà data massima tutela ai lavoratori dal punto di vista contrattuale e della sicurezza. Il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ha promesso ai sindacati anche l’introduzione della patente a punti per la sicurezza nei cantieri. «Aspettiamo il testo del decreto e poi decideremo se andare avanti con la mobilitazione», dice Alessandro Genovesi (Fillea-Cgil).

In ballo 24 miliardiIl premier, nel vertice con i leader di Cgil, Cisl e Uil aveva insistito sulla necessità di far presto. L’accordo con Bruxelles prevede infatti che le norme sulle semplificazioni e sulla governance vengano approvate entro maggio. Solo così l’Italia avrà le carte in regola per accedere all’anticipo dei fondi Ue, circa 24 miliardi,che potrebbero arrivare entro la fine dell’estate.

Appalto integratoPer velocizzare la realizzazione delle opere pubbliche il decreto consentirà l’appalto integrato, cioè l’affidamento congiunto della progettazione e dell’esecuzione dei lavori e avvierà la riorganizzazione delle stazioni appaltanti per ridurne drasticamente il numero. La bozza del decreto (65 articoli) contiene anche la proroga fino al 30 giugno 2023 delle numerose deroghe al codice degli appalti già decise durante la pandemia al fine di rimettere in moto i cantieri. Vengono anche alzati i tetti d’importo per gli affidamenti diretti, cioè senza gara.

Giovani e genereIl decreto, come chiesto dal Pd, prevede la clausola a favore delle assunzioni di giovani e donne. «Le stazioni appaltanti — si legge all’articolo 49 — prevedono, nei bandi di gara, negli avvisi e negli inviti, specifiche clausole dirette all’inserimento, come requisiti necessari e come ulteriori requisiti premiali dell’offerta, criteri orientati a promuovere l’imprenditoria giovanile, la parità di genere e l’assunzione di giovani, con età inferiore a 36 anni, e donne».

Procedure velociVerranno dimezzati, da 6 a 3 mesi, i tempi per l’avvio degli scavi per la banda larga. Sarà semplificata la procedura per la valutazione di impatto ambientale, con la creazione di una commissione ad hoc e di una Soprintendenza unica per le opere del Pnrr. E saranno tagliati i tempi del silenzio-assenso.

GovernanceLa gestione del Pnrr avverrà su tre livelli: cabina di regia politica guidata dal premier alla quale parteciperanno di volta in volta i ministri e le Regioni interessate; task force del ministero dell’Economia; amministrazioni ed enti locali direttamente responsabili dei progetti, ma sotto la sorveglianza di Palazzo Chigi, che potrà intervenire con poteri sostitutivi e commissari ad hoc in caso di inadempienze.

Spid con la delegaPer facilitare l’accesso digitale ai servizi della pubblica amministrazione, chi non ha dimestichezza con le nuove tecnologie, per esempio gli anziani, potrà delegare un familiare a utilizzare lo Spid, il sistema di identità digitale.

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