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Appalti, prime mosse di Cantone

Commissari al più presto nelle imprese coinvolte nella bufera delle tangenti Expo, revoche degli appalti alle imprese “corrotte” rendendo obbligatori per le grandi opere i protocolli di legalità oggi troppo lacunosi, abolizione del sistema di qualificazione “privatistico” basato sulle Soa (società organismo di attestazione) per tornare a una qualificazione tutta pubblica delle imprese appaltatrici, stretta sulle varianti in corso d’opera, trasferimento della gran parte dei poteri dell’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici (Avcp) all’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) da lui guidata. Così si è presentato Raffaele Cantone per la prima volta in audizione parlamentare da quando il governo ha deciso di farne l’uomo che dovrebbe riportare legalità ed efficienza negli appalti pubblici: un’ora e mezza davanti alla commissione Ambiente della Camera, utile per approfondire non solo gli aspetti patologici emersi negli appalti dell’Expo, ma anche il sistema generale di vigilanza sugli appalti che Cantone ha in mente con la fusione delle due attuali Autorità. L’invito rivoltogli dalla commissione riguardava il tema della riforma degli appalti ad ampio raggio e Cantone non ha lesinato le risposte, incassando poi il pieno sostegno» del presidente, Ermete Realacci. Cantone ha anzitutto confermato la volontà di usare lo strumento del commissariamento delle aziende implicate nelle inchieste Expo. Riferendosi alla misura prevista dal decreto Pa alle ultime limature, Cantone non ha negato profili delicati per il diritto d’impresa, ma ha chiarito che «la utilizzeremo sicuramente, e non è un annuncio, è una cosa scontata, per le imprese ad oggi coinvolte in fatti di corruzione». Cantone ha poi definito «giusta» la scelta operata dal Governo con il decreto Pa che prevede «l’eliminazione e l’incorporazione» dell’Avcp nell’attuale Autorità anticorruzione (vedi le anticipazioni nel Sole 24 Ore di ieri). Valutazione positiva «sui poteri di controllo». Giudicati «significativi» anche se «si tratterà di capire come calarli nella realtà». La nuova Avcp si occuperà più «di vigilanza e controllo sugli appalti, meno di contenzioso e attività consultiva». Bene anche la norma che impone alle stazioni appaltanti di comunicare all’Anac tutte le varianti di tutti gli appalti in corso autorizzate dalle stazione appaltanti. «Si tratterà di numeri molto rilevanti – ha detto Cantone – . Questa norma funzionerà da deterrente in un primissimo periodo, poi rischia di trasformarsi nell’ennesima comunicazione formale senza conseguenze». Dunque, la sfida «è riuscire a limitare subito il numero delle varianti autorizzate».Anche riducendo il numero degli enti appaltanti «per garantire migliori condizioni di gara».
Quanto ai sistema di aggiudicazione, Cantone ha auspicato commissari «estratti a sorte» tra esperti segnalati da ordini Università. Le deroghe devono essere ammesse in casi eccezionali, «ma l’uso e i casi di applicazione devono essere codificati». Senza aggiunte successive, come accaduto finora. Anche qui non sono mancati i riferimenti all’Expo, che ha largamente beneficiato di deroghe al codice appalti «alcune accordate con semplice ordinanza» ha segnalato l’ex magistrato, che ha stigmatizzato anche quelle appena concesse al progetto Pompei. Ma ora sarebbe sbagliato fermare tutto. Bisogna invece «applicare il principio» secondo cui «nessuno debba poter ottenere profitto dal proprio reato». Bisognerebbe anche rendere obbligatorio «almeno nei grandi appalti» il rispetto dei patti di integrità attraverso i bandi di gara «prevedendo sanzioni pecuniarie fino alla revoca dell’appalto in caso di violazioni: chi vince l’appalto utilizzando tangenti deve perdere il contratto» .«Se questo fosse stato fatto – ha specificato Cantone – non ci sarebbe stato bisogno di inserire il commissariamento nel decreto». Un meccanismo «intelligente e innovativo» difeso da Cantone «perché consente un commissariamento limitato al singolo appalto, con l’accantonamento degli utili a garanzia di azioni risarcitorie attivabili anche dallo Stato». Cantone si è anche detto favorevole «al ritorno di una norma sul falso in bilancio e. sull’ autoriciclaggio e ha salutato con favore la norma che prevede per lo Stato il divieto di transazioni con società con sede nei paradisi paradisi fiscali.
Passaggio finale sul sistema di qualificazione dei costruttori agli appalti pubblici. Le Soa sono state «una scelta sbagliatissima» ha detto Cantone. «Visto che sono poche e fanno solo controlli formali non vedo perché questi controlli non possano essere fatti in modo oggettivo e automatico direttamente dalla banca dati sui contratti pubblici, riducendo anche i costi carico delle imprese». E questo ha aggiunto «sarà oggetto di una mia precisa proposta di modifica normativa».

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