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Appalti con la mobilità elettrica

A partire dal 30 ottobre 2021 gli operatori economici che intenderanno rifornire il parco veicoli della pubblica amministrazione dovranno offrire beni e servizi in linea con i nuovi standard ambientali di settore dettati dal ministero della transizione ecologica, standard che mettono al centro la propulsione elettrica premiando l’offerta di mezzi trasporto con batterie ad alte prestazioni e riciclabilità accompagnati da programmi di manutenzione ad hoc e gestione a fine vita degli accumulatori esausti.

Dal prossimo autunno saranno infatti vincolanti i nuovi «criteri ambientali minimi» previsti dal dm 17 giugno 2021 (in G.u. del 2 luglio 2021 n. 157) sui quali le P.a. dovranno, in base al dlgs 50/2016 (il Codice dei contratti pubblici), fondare le gare ad evidenza pubblica per l’approvvigionamento di quanto necessario a garantire la sostenibilità della propria mobilità limitando consumi, emissioni di sostanze inquinanti e produzione di rifiuti.

I nuovi eco-standard per i veicoli. I nuovi «Cam» ministeriali riguardano in particolare le seguenti forniture e servizi: acquisto, leasing, locazione, noleggio di veicoli adibiti al trasporto su strada; acquisto di grassi ed oli lubrificanti per veicoli adibiti al trasporto su strada; affidamento di servizi di trasporto pubblico terrestre, servizi speciali di trasporto passeggeri su strada, servizi di trasporto non regolare di passeggeri, servizi di trasporto postali su strada, di trasporto colli, di consegna postale, di consegna colli e per l’acquisizione dei veicoli e dei lubrificanti nei servizi di raccolta di rifiuti.

Tra i requisiti di eco-qualità cui i veicoli sostenibili della P.a. dovranno rispondere posto principe occupa, come accennato, la propulsione elettrica, nell’ambito della quale a fare la differenza saranno in particolare le caratteristiche delle batterie e i relativi servizi che vi gravitano intorno.about:blank

Da un lato i fornitori dovranno infatti garantire almeno una durata minima degli accumulatori e un piano di manutenzione programmata. Dall’altro costituiranno criteri premianti la presenza nei veicoli della cd. «frenata rigenerativa» per la ricarica gli accumulatori, l’efficienza e la recuperabilità degli stessi, l’adozione da parte del produttore dei veicoli o delle batterie di una sistema (collettivo o individuale) per la raccolta e la gestione delle batterie esauste.

Oltre a dettare i requisiti relativi alla propulsione veicoli, i criteri ambientali minimi previsti dal nuovo Dm 17 giugno 2021 prevedono (tra le altre) l’etichettatura Ecolabel per grassi e oli lubrificanti che ambiscono a servire la Pubblica amministrazione, dettano limiti sulla presenza di sostanze pericolose per la salute e l’ambiente, premiano l’impiego di materiali plastici riciclati e plastiche bio-based a basso impatto ambientale in rivestimenti, imbottiture, componenti in materiale termoplastico.

In relazione ai mezzi destinati alla raccolta dei rifiuti il neo dm chiede, inoltre, il parallelo rispetto dei criteri ambientali minimi per la «fornitura, leasing, locazione e noleggio di veicoli per la raccolta e il trasporto di rifiuti» presenti nei «Cam» per l’affidamento del servizio di gestione dei rifiuti e igiene urbana (adottati con dm 13 febbraio 2014 e aggiornati con dm 17 ottobre 2019).

Il contesto normativo. I nuovi criteri ambientali minimi sostituiscono dall’ottobre 2021 i Cam previsti dall’ormai vetusto dm 8 maggio 2012 anticipando sul piano nazionale le ultime disposizioni Ue in materia di veicoli puliti ed a basso consumo energetico dettate dalla direttiva 2019/1161/Ue, atto di modifica della precedente direttiva 2009/33/Ue (attuata con il dlgs 24/2011) da recepire entro l’estate (plausibilmente con un decreto di modifica del provvedimento nazionale del 2011).

A dare la dimensione qualitativa della rilevanza dei Cam è il dlgs 50/2016 (il Codice dei contratti pubblici) a mente del quale le pubbliche amministrazioni sono obbligate a porre alla base delle gare le specifiche tecniche e le clausole contenute nei criteri ambientali minimi (articolo 42) a prescindere dal valore del contratto (articolo 36) e comprendendo quelli di concessione (articolo 164).

In tal contesto, i nuovi Cam per veicoli ex dm 17 giugno 2021 si affiancano a quelli che già disciplinano decine di altre categorie di prodotti, tra cui: ammendanti e fitosanitari, apparecchiature informatiche, arredi per interni, uffici ed assetto urbano, ausili per l’incontinenza, calzature da lavoro, carta, detergenti, edilizia, pulizia, igiene e sanificazione, rifiuti, ristorazione ed alimenti, stampa tessili. A dare la dimensione quantitativa della rilevanza dei nuovi Cam veicoli è invece la legge 160/2019 a mente della quale dal 1° gennaio 2020 le pubbliche amministrazioni sono tenute a procedere all’acquisto o al noleggio in misura non inferiore al 50 per cento, di veicoli adibiti al trasporto su strada alimentati ad energia elettrica, ibrida o a idrogeno. E ciò con l’effetto moltiplicatore dovuto al fatto che l’approvvigionamento della P.a. non sarà limitato all’acquisizione dei veicoli verdi ma comprenderà, come stabilisce lo stesso dm 17 giugno 2021, la componentistica di ricambio così come i servizi di manutenzione, riparazione e upgrading.

Le ulteriori attese novità. Una rivisitazione dell’intera macchina dei contratti pubblici è prevista dallo schema di disegno di legge licenziato dal consiglio dei ministri del 30 giugno 2021 recante la delega al governo per la riscrittura (in senso semplificatorio) del dlgs 50/2016. Tra i principi e criteri di delega dettati dal ddl in itinere si segnalano, per quanto di diretto interesse ambientale: rivisitazione dell’impianto normativo nazionale con in mantenimento di livelli di regolazione corrispondenti a quelli minimi previsti dalle disposizioni comunitarie; massima semplificazione delle procedure finalizzate alla realizzazione di investimenti in tecnologie verdi anche ai fini di conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile e di incrementare il grado di eco-sostenibilità degli investimenti pubblici e delle attività economiche; previsione della facoltà ovvero dell’obbligo per le stazioni appaltanti di inserire, nei bandi di gara, avvisi e inviti, tenuto conto della tipologia di intervento e nel rispetto dei principi dell’Unione europea, specifiche clausole ambientali.

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