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Apertura sul Fiscal cliff, Wall Street in rialzo

In un mercato sempre più sottile, gli operatori sembrano voler chiudere l’anno senza grossi scossoni. Ieri le borse europee hanno chiuso sostanzialmente invariate: Parigi ha guadagnato un risicato 0,06%, Francoforte lo 0,05%, Londra al contrario ha ceduto lo 0,05%. Un po’ più tonica invece la piazza milanese, che ha messo a segno il suo ottavo rialzo consecutivo con un guadagno dello 0,41%. Nulla di eccezionale, ma è comunque il segnale che gli investitori stanno gradualmente (ma costantemente) sovrappesando il paniere italiano per ribilanciarlo in portafoglio dopo le svendite della prima parte dell’anno.
Gli scambi a livello europeo sono stati a dir poco risicati. Per avere una misura, basti pensare che ieri sullo Stoxx 50 sono stati scambiati titoli per un volume che è circa la metà di quello registrato a livello medio nelle prime tre sedute della settimana. «Chi può, tra gli investitori, rimane alla finestra, con i book ben chiusi per evitare brutte sorprese che nel finale di stagione sono sempre possibili – segnala un trader –. Chi deve, invece, magari perchè è entrato in ritardo nel rally della periferia europea, prova a rinsaldare le proprie posizioni sugli asset più rischiosi».
Motori al minimo anche sul mercato obbligazionario. Lo spread tra BTp e Bund si è mosso lievemente al rialzo, per fissarsi in chiusura a quota 301 punti base dai 295 del giorno prima, con il tasso del benchmark italiano a quota 4,43%. La soglia dei 300 punti, che nella seduta precedente era stata perforata al ribasso, è tornata ad essere una resistenza di non facile superamento. Un po’ di attrito può averlo generato anche l’avvicinamento alle prossime aste del Tesoro in agenda la settimana prossima. Nel dettaglio, il 27 toccherà ai titoli brevissimi (il ministero dell’Economia offrirà BoT a 6 mesi per 8,5 miliardi a fronte di 10,35 miliardi di BoT in scadenza), il 28 ai medio-lunghi.
Sul fronte americano, Wall Street ha fatto in tempo a riportarsi in territorio positivo dopo che nel finale di seduta lo speaker della Camera, John Boehner, ha confermato la sua volontà di lavorare a un accordo con il presidente Barack Obama per evitare il «fiscal cliff». Parole che sono servite a ridare fiducia ai mercati, dopo che la sera precedente si era ipotizzato quanto meno uno stallo sul fronte delle trattative tra Repubblicani e Democratici. A fine giornata il Dow Jones ha chiuso con un progresso dello 0,45%, il Nasdaq ha guadagnato lo 0,2% mentre l’S&P 500 è salito dello 0,55%. Prima dell’intervento tranquillizzante dello speaker della Camera, i mercati americani avevano mantenuto un atteggiamento prudente anche per la diffusione di dati relativi al mercato del lavoro peggiori delle attese. Nella settimana terminata il 15 dicembre le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione negli Usa sono state 361mila, in aumento di 17mila rispetto alla settimana precedente. Continua, di contro, il buon momento del mercato immobiliare a stelle e strisce: le compravendite a novembre sono aumentate del 5,9% mentre il Pil è cresciuto del 3,1% nel terzo trimestre del 2012 rispetto al secondo trimestre, in rialzo rispetto alla seconda stima (+2,7%).

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