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Ape, multe fino a 18 mila euro

No all’applicazione della nullità (c.d. differita) ai contratti di compravendita e di affitto senza attestato di prestazione energetica come previsto dalla legge di stabilità. Ma sanzioni pecuniarie da 3 mila fino a 18 mila euro così come previste dal dl n. 145/2013 (c.d. Destinazione Italia). In quanto la legge di stabilità 2014 è intervenuta su una norma (articolo 6, comma 3-bis, dlgs n. 192 del 2005) non più in vigore, essendo stata sostituita appena qualche giorno prima dal decreto-legge Destinazione Italia. Questa è la risposta fornita dal ministro della giustizia Annamaria Cancellieri a un’interrogazione posta dall’on. Schullian (datata 15 gennaio 2014) in merito al regime giuridico degli attestati di prestazione energetica con riferimento ai contratti di vendita, agli atti di trasferimento di immobili a titolo gratuito o ai nuovi contratti di locazione. La mancanza dell’attestato di prestazione energetica, nei contratti di compravendita, è punita con una multa da 3 mila a 18 mila euro. Nei casi di locazioni di singole unità immobiliari la multa oscilla tra i mille e i 4 mila euro. Se il contratto ha una durata fino a tre anni, la sanzione è ridotta della metà.

Susseguirsi delle norme. Il susseguirsi delle disposizioni normative in materia di Ape ha creato qualche dubbio tra gli operatori del settore, tanto da rendere necessario un chiarimento ufficiale. Nell’analisi della legge di Stabilità 2014 si evinceva che i contratti sprovvisti dell’Ape dovevano essere considerati nulli. La nullità però non sarebbe stata immediata, ma «differita» all’entrata in vigore del decreto di adeguamento delle linee guida sulla certificazione energetica degli edifici. Il ministro della giustizia Anna Maria Cancellieri, interrogata sul tema, ha, fotografato i recenti interventi legislativi sulla materia :

– l’articolo 6, comma 3-bis, del decreto-legge 63/2013 (sulla prestazione energetica in edilizia), convertito dalla legge 90/2013 (entrata in vigore il 4 agosto 2013), ha sancito, a pena di nullità, l’obbligo di allegazione dell’attestato di prestazione energetica;

– il decreto-legge 145/2013 (c.d. Destinazione Italia, entrato in vigore il 24 dicembre 2013 e non ancora convertito in legge), ha soppresso la predetta nullità dei contratti, prevedendo in caso di omessa dichiarazione o allegazione dell’attestazione di prestazione energetica ai contratti di compravendita immobiliare, agli atti di trasferimento di immobili a titolo oneroso e ai nuovi contratti di locazione di edifici, la sola applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria;

– successivamente l’articolo 1, comma 139, lettera a), della legge 147/2013 (legge di Stabilità 2014, entrata in vigore il 1° gennaio 2014) ha riconfermato – anche se con decorrenza differita – la nullità. Da tale sequenza di disposizioni normative, il ministro ha evidenziato che la legge di Stabilità 2014 è intervenuta su una norma (articolo 6, comma 3-bis, dlgs n. 192 del 2005) non più in vigore, essendo stata sostituita appena qualche giorno prima dal decreto-legge «destinazione Italia». Ha, altresì, fatto presente che il Ministero dello sviluppo economico, interpellato in quanto Ministero competente sulle iniziative legislative citate, ha convenuto sull’inefficacia della norma contenuta nella legge di Stabilità, «ritenendo che la nullità dei contratti privi dell’attestazione di prestazione energetica sia eccessiva, mentre la sanzione pecuniaria è da ritenersi maggiormente adeguata». Ha, infine, annunciato che sarà valutato, di concerto con il ministero dello sviluppo economico, un intervento di coordinamento normativo «per l’eliminazione dell’erroneo richiamo al non più vigente comma 3-bis da parte dell’articolo 1, comma 139, lettera a), della legge di stabilità, per la risoluzione delle questioni interpretative sollevate dagli interroganti».

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