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Antitrust in campo sui diritti Tv: istruttoria sull’accordo Tim-Dazn

L’Antitrust scende in campo sui diritti Tv del calcio. L’Autorità ha deciso di aprire un’istruttoria sull’accordo Tim-Dazn per valutare l’esistenza di una possibile intesa restrittiva della concorrenza. L’avvio del procedimento è seguito a segnalazioni, a partire dallo scorso 21 febbraio, di Wind Tre, Vodafone, Fastweb e da ultimo Sky che lo scorso 22 giugno si è mossa dopo il rifiuto da parte di Dazn di un’offerta di 500 milioni a stagione per poter trasmettere le 7 partite in esclusiva in pancia alla piattaforma.

Ed è un intervento molto deciso quello dell’Autorità presieduta da Roberto Rustichelli, mettendo nero su bianco la possibilità che possano rendersi necessarie “misure cautelari” (che sono state anche dettagliate) per risolvere le criticità evidenziate. Le quali, volendo riassumere in estrema sintesi, sono di due tipi. La prima, si legge nel provvedimento dell’Autorità, è di natura concorrenziale, posto che Tim, come lamentato dai ricorrenti «sarebbe l’unica telco» che potrà includere la Serie A di cui Dazn si è aggiudicata i diritti (per 7 partite a settimana in esclusiva e 3 in co-esclusiva con Sky) «nelle proprie offerte triple play e l’unico soggetto che può offrire sconti ai consumatori e che potrà far installare l’app di Dazn sui suoi dispositivi, quale in particolare la TimBox».

La seconda criticità è di natura tecnica con l’accusa che l’accordo finirebbe per segnare un vantaggio di Tim nella scelta e nell’implementazione delle soluzioni tecnologiche, mettendo gli altri operatori in posizione di sudditanza o ritardo.

L’indice è puntato anche contro Dazn che avrebbe interrotto le negoziazioni «per svariate tipologie di collaborazione» (e qui il pensiero va al contenzioso in essere con Vodafone, come anticipato sul Sole 24 Ore del 9 giugno, dopo che Dazn ha deciso di risolvere unilateralmente il contratto con Vodafone Tv in scadenza ad agosto 2022). Anche sul fronte tecnico, Dazn avrebbe poi «perso ogni incentivo a collaborare con gli operatori di telecomunicazioni per individuare soluzioni tecniche più appropriate idonee ad evitare congestionamenti».

La deadline dell’intero procedimento è fissata al 30 giugno 2022. È chiaro però che lo step chiave è quello legato alle misure cautelari che, se l’Agcm dovesse valutarle necessarie, scatterebbero prima dell’avvio del campionato previsto per il 21 agosto. Il timing prevede ora 7 giorni per la presentazione di memorie scritte o per la richiesta di audizione. Poi si deciderà.

Nel merito, spiega l’Agcm, queste eventuali misure cautelari si tradurrebbero nella sospensione dell’efficacia di alcune clausole dell’accordo fra la compagnia telefonica e la piattaforma streaming. Si parla quindi di quelle clausole che, secondo una prima valutazione di Agcm, limiterebbero la libertà di Dazn di distribuire e vendere il proprio servizio ad altri operatori diversi da Tim; di quelle che impedirebbero a Dazn di poter scegliere liberamente la piattaforme con cui vendere il servizio (non limitantosi a Internet); o ancora di quelle che impedirebbero a Dazn di poter scegliere liberamente politiche di prezzo. Accanto a questo, fra gli eventuali i remedies ci sarebbe anche l’obbligo per l’ex monopolista «nelle aree non contendibili, di rendere disponibili tempestivamente agli altri operatori le soluzioni tecniche relative alla rete di accesso locale all’ingrosso già scelte per la propria divisione interna e in fase di implementazione, in modo non discriminatorio» anche agli altri operatori che ne facciano richiesta.

«Siamo fiduciosi che a seguito del contradditorio con l’Autorità verranno chiariti tutti gli aspetti oggetto del procedimento, certi che l’accordo con Dazn ha come obiettivo quello di sviluppare la concorrenza nel mercato della pay-tv, la visione dei contenuti in streaming e accelerare il processo di digitalizzazione del Paese a beneficio di tutti», è la posizione espressa da Tim. «Siamo tranquilli del nostro operato, abbiamo sempre lavorato rispettando le condizione di mercato», ha commentato dal canto suo Veronica Diquattro, Chief customer innovation officer di Dazn, impegnata ieri nella presentazione dei palinsesti di Dazn per la prossima stagione. Il gruppo ha poi in una nota ribadito la convinzione «che tale accordo sia in favore della concorrenza e dello sviluppo tecnologico del paese, favorendo la fruizione di contenuti audiovisivi in streaming»

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