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Antitrust bacchetta il Biscione su RaiWay “Informazioni gravemente incomplete”

«Gravemente incomplete » e non idonee a consentire una «compiuta valutazione dell’operazione». Sono parole forti quelle che il Garante della Concorrenza indirizza a Elettronica Industriale Towers e alla casa madre Mediaset, decise a comprare il 100% delle antenne tv del concorrente Rai. Il comunicato del Garante, del nostro Antitrust arriva dopo le 18, a mercati borsistici ormai chiusi. Ma dalla mattina prime indiscrezioni circolano alla Camera dei deputati e vengono rilanciate in anteprima da Repubblica. itgià a metà pomeriggio.

Puntuale e dettagliata anche la lettera che l’Antitrust invia agli aspiranti compratori, con cinque domande in attesa di altrettante risposte. Attese in tempi davvero fulminanti: massimo cinque giorni. Il Garante, intanto, vuole conoscere i dati aggiornati sulle quote di mercato di Mediaset. Questi dati devono chiarire le dimensioni economiche del gruppo Berlusconi sia nel settore specifico dei ripetitori e della capacità trasmissiva (dove opera la controllata Elettronica Industriale Towers) sia nei segmenti collegati (audience televisivo e raccolta pubblicitaria).
La “sentinella della concorrenza” dunque è in allarme perché Mediaset potrebbe estendere la sua influenza su almeno 10 reti di ripetitori (5 sono sue, 5 della tv di Stato) quando l’Unione europea fissa in massimo cinque il tetto tollerato. Non solo. Il Garante è in ansia anche perché i ripetitori del gruppo Berlusconi veicolano programmi di successo che fanno il pieno di audience e di spot. Per questo, le nozze eventuali tra i due colossi del duopolio – Rai e Mediaset – possono avere un impatto su mercati solo in apparenza lontani, come quelli degli ascolti televisivi e della pubblicità.
Nella lettera – molto lodata dal deputato Anzaldi del Pd, «serve chiarezza su questo pasticcio – il Garante chiede infine di sapere come mai il Biscione si proponga di comprare un bene che non sembra disponibile, visto che il decreto del governo del 2 settembre 2014 (un dpcm) impone alla Rai di conservare a sé il 51% della società dei tralicci.
Su questo fronte, il gruppo Berlusconi si sente blindato, forte di un lungo parere dello studio Chiomenti, consulente legale nella partita. Scritto dall’avvocato Orazio Giordano, il parere prende spunto dalla legge generale che ha autorizzato la tv di Stato a vendere quote di aziende controllate (come è RaiWay). Ora, la legge 66 del 2014 – osservano i legali consulenti di Mediaset – prevede in modo chiaro l’ipotesi che la tv di Stato perda il controllo di una sua impresa, rimandando a un decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri per i termini della «alienazione». Subito dopo, il parere punta l’indice proprio sul dpcm del 2 settembre 2014 che impone a Viale Mazzini di trattenere almeno il 51% della controllata dei ripetitori. Si tratta – secondo l’avvocato Giordano – di una norma di secondo grado incapace di impedire l’offerta (Opas) sulle antenne della Rai. Offerta che, dunque, è «pienamente legittima e rispettosa del mercato».
Su questo punto del 51%, si sofferma anche la lettera che la tv di Stato ha indirizzato alla Consob, dopo aver subìto l’offerta di Mediaset. La missiva – lunga 4 cartelle, divisa in due sezioni, “Valutazione di merito” e “Quadro normativo” – attribuisce la massima forza al dpcm del 51% che il compratore contesta. La sua forza deriva anche dalle parole del premier Renzi (il 26 febbraio) «che confermano la cogenza di tale vincolo». In altre parole – argomenta ancora la lettera della Rai – «il presidente del Consiglio esprime la posizione di non voler procedere alla modifica» di questa condizione del 51%. Alla Consob, la tv pubblica ricorda anche la legge del 2012 sul “golden power”, di cui viene sintetizzata la procedura. In caso volesse vendere una controllata dal valore strategico come è RaiWay, Viale Mazzini avrebbe «dieci giorni di tempo per notificare la delibera di cessione alla Presidenza del Consiglio». Che a sua volta avrebbe altri «quindici giorni» per opporre il suo «veto all’operazione».
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