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Antiriciclaggio versione digitale

Più tecnologia nella lotta al riciclaggio nelle banche. Per acquisire i dati della clientela, infatti, gli istituti di credito potranno utilizzare meccanismi di riscontro basati su tecnologie innovative come il riconoscimento biometrico. Sarà possibile, inoltre, provvedere all’identificazione del cliente in digitale da remoto. È quanto stabilito dalla Banca d’Italia che, con provvedimento del 30 luglio 2019, ha emanato le nuove, attese, disposizioni in materia di adeguata verifica della clientela per il contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo. Le banche e gli altri destinatari del provvedimento si devono adeguare alle nuove regole a partire dal 1° gennaio 2020. Per i clienti acquisiti prima dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni (che avverrà decorsi 15 giorni dalla loro pubblicazione in Gazzetta Ufficiale) e per i quali la disciplina previgente al dlgs 90/2017 stabiliva forme di esenzione dagli obblighi di adeguata verifica, la Banca d’Italia si attende che siano raccolti al primo contatto utile, e comunque non oltre il 30 giugno 2020, i dati e i documenti identificativi eventualmente mancanti. Destinatari del provvedimento sono le banche, le società di intermediazione mobiliare (Sim), le società di gestione del risparmio (Sgr), le società di investimento a capitale variabile (Sicav), le società di investimento a capitale fisso, mobiliare e immobiliare (Sicaf), gli intermediari iscritti nell’albo previsto dall’art. 106 del Tub, gli istituti di moneta elettronica, gli istituti di pagamento, le succursali insediate in Italia di intermediari bancari e finanziari aventi sede legale e amministrazione centrale in un altro paese comunitario o in un paese terzo, le banche, gli istituti di pagamento e gli istituti di moneta elettronica aventi sede legale e amministrazione centrale in un altro paese comunitario tenuti a designare un punto di contatto centrale in Italia, le società fiduciarie iscritte nell’albo previsto ai sensi dell’art. 106 del Tub, i confidi, i soggetti eroganti micro-credito, ai sensi dell’art. 111 del Tub, Poste Italiane S.p.a., per l’attività di bancoposta e Cassa depositi e prestiti S.p.a. Le disposizioni constano di ben 38 pagine, articolate in sei parti e tre allegati e contengono molte importanti novità rispetto a quelle contenute nel «vecchio» provvedimento emanato da Banca d’Italia il 3 aprile 2013. Tra queste si segnala l’introduzione dell’obbligo per tutti i destinatari di definire e formalizzare, nella policy antiriciclaggio, procedure di adeguata verifica della clientela sufficientemente dettagliate, indicando quelle di adeguata verifica semplificata e rafforzata da assumere in relazione alle diverse tipologie di clienti o prodotti; Banca d’Italia chiede alle banche e ai destinatari di dotarsi di sistemi valutativi e di processi decisionali in grado di assicurare coerenza di comportamento all’interno dell’intera struttura aziendale (ovvero tra tutto il personale, dipendente e non, ivi inclusi gli eventuali promotori e agenti finanziari) e la tracciabilità delle verifiche svolte e delle valutazioni effettuate. Le principali fonti informative esterne utili alla valutazione del rischio (si pensi, per esempio ai database utilizzati per verificare l’onorabilità dei clienti) devono essere dettagliatamente indicate. In caso di rapporti o di operazioni che coinvolgono un paese terzo (ovvero non Ue), l’Autorità di vigilanza chiede all’intermediario di valutare la robustezza complessiva dei presidi antiriciclaggio e il livello di trasparenza/compliance fiscale in essere in quel paese. Banca d’Italia chiede poi che nell’effettuare la profilatura della clientela, la banca non si limiti a considerare la classe di rischio proposta in automatico dai sistemi informatici in uso ma di fare una valutazione di coerenza con la conoscenza del cliente, applicando, se del caso, classi di rischio più elevate. Le nuove disposizioni dimostrano anche una maggiore attenzione all’uso della tecnologia: i dati identificativi della clientela possono, infatti, essere acquisiti utilizzando meccanismi di riscontro basati su soluzioni tecnologiche innovative e affidabili (per es. riconoscimento biometrico) che dovranno essere indicate nella policy antiriciclaggio; l’identificazione del cliente-persona fisica potrà essere altresì effettuata in digitale da remoto, da parte dell’operatore addetto alla video-identificazione, secondo una specifica procedura di registrazione audio/video. Le nuove disposizioni raccomandano di considerare sempre a rischio elevato i rapporti e le operazioni occasionali che coinvolgono paesi terzi ad alto rischio, i rapporti di corrispondenza transfrontalieri con un intermediario bancario o finanziario rispondente con sede in un paese terzo, i rapporti continuativi o le operazioni occasionali con clienti e relativi titolari effettivi che rivestono la qualifica di persone politicamente esposte.

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