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Antiriciclaggio con verifiche più mirate

La Guardia di Finanza affina le verifiche antiriciclaggio. Controlli più stringenti su compro-oro, centri scommesse e money transfer, oltre a un più incisivo scambio d’informazioni con altre forze di polizia: sono gli elementi che caratterizzano le linee guida 2018 del comando generale delle Fiamme gialle. Un documento che entra nel merito degli accertamenti illustrati con la circolare 1/2018.
L’obiettivo è di contrastare gli interessi patrimoniali e imprenditoriali della criminalità, sia comune sia organizzata, ma anche bloccare quelle movimentazioni di capitali verso l’estero che potrebbero celare forme di finanziamento al terrorismo internazionale. Le analisi non si limiteranno ai flussi finanziari classici, ma riguarderanno anche il sempre più crescente riciclaggio nei cosiddetti beni “rifugio”: diamanti, metalli preziosi, valute pregiate, opere d’arte e reperti archeologici, che garantiscono non solo la stabilità economica del bene riciclato ma anche, e soprattutto, il prestigio criminale.
Le Sos (segnalazioni per operazioni sospette) restano l’innesco fondamentale degli accertamenti, ma nelle linee guida si specifica che un aspetto di «centrale rilevanza» è rappresentato dal controllo su money transfer, centri scommesse e compro oro. Nei confronti di queste tre categorie si dovrà verificare il rispetto delle prescrizioni. Per tutte c’è l’obbligo della conservazione delle informazioni per 12 mesi. Per i centri scommesse si impone la corretta acquisizione delle informazioni relative ai dati identificativi del clienti, del tipo di operazioni e dei mezzi di pagamento. Sui compro oro la Guardia di finanza rivendica la propria competenza, al punto da chiedere alle altre forze dell’ordine – che abbiano compiuto delle verifiche – di inviare gli esiti. Inoltre, sempre sul fronte dei compro oro, si dovrà verificare la conservazione per dieci anni dei dati relativi al cliente e alla merce comprata.
Per queste tre categorie – si aggiunge nelle linee guida – c’è la necessità per la Guardia di Finanza di «selezionare gli obiettivi da controllare» sulla base di una preliminare «valutazione degli indicatori di rischio» in modo da evitare controlli indiscriminati.
Una parte importante del documento, infine, riguarda anche la repressione della falsificazione monetaria. L’obiettivo è di contrastare tutta la filiera, attraverso una mirata azione di ricerca, prevenzione e repressione. Non solo, perché la Guardia di Finanza dovrà individuare i centri di produzione e distribuzione delle banconote-monete contraffatte, oltre alla verifica di ulteriori illeciti legati ad altri mezzi di pagamento, quali la clonazione di carte di credito e di debito.

Ivan Cimmarusti

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