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Antiriciclaggio, Uif e Gdf verifiche in sinergia

L’Uif (Unità di informazione finanziaria) invia i dati anagrafici dei sospetti con cadenza mensile, entro i primi cinque giorni lavorativi del mese successivo a quello della ricezione delle segnalazioni, al Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza e alla Direzione investigativa antimafia. Essi, previa verifica, provvedono ad inoltrarli alla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo. L’incrocio delle informazioni contenute nelle rispettive banche dati di questi organismi è in grado di rilevare ogni anomalia. Il protocollo d’intesa siglato ieri a Roma, presso il comando generale delle fiamme gialle, dal comandante generale della Guardia di finanza, Giorgio Toschi, e dal procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Franco Roberti, rappresenta «un ulteriore determinante salto di qualità nell’efficacia del sistema di prevenzione e contrasto del riciclaggio», come ha detto con evidente orgoglio Toschi. «Il degno coronamento per la mia carriera, ora che m’accingo al pensionamento», ha confidato invece Roberti. Un salto di qualità che trova proprio il suo punto di forza nelle consolidate sinergie tra la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo e la Guardia di finanza che, con questa nuova intesa, vengono non solo rafforzate, ma anche riorganizzate e messe a sistema. Si tratterebbe in sostanza di una sorta di inversione dell’onere della prova: il sospetto dovrà giustificare la provenienza illecita di beni e patrimoni ancora prima che se ne occupino i tribunali. Un intervento precoce che rappresenta un duro colpo per l’allocazione delle risorse della criminalità presso insospettabili. «Il riciclaggio è il settore più avanzato della criminalità organizzata», ha spiegato Roberti. Prova ne sia che le segnalazioni di operazioni sospette sono in costante aumento, in quanto sono passate dalle 7 mila del 2005 alle 26 mila del 2010, alle 91 mila del 2013 fino alle 104 mila dello scorso anno (tutte comunque oggetto di verifica da parte del Nucleo speciale della polizia valutaria). Nel 2016 sono state circa 21.500 le segnalazioni di operazioni sospette approfondite in maniera mirata e, «al riguardo», ha sottolineato Toschi, «mi preme rimarcare come di queste oltre 7.200 sono confluite in procedimenti penali già instaurati dalle competenti procure della repubblica».

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