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Antiriciclaggio, sanzioni riviste

Boccata di ossigeno per i dottori commercialisti. Oltre alla revisione delle sanzioni antiriciclaggio allo studio del governo, infatti, novità in arrivo per quanto riguarda l’equo compenso, il sistema Intrastat, la contabilità per cassa e la formazione professionale continua. I professionisti iscritti anche al registro dei revisori, infatti, saranno tenuti a maturare 30 crediti formativi l’anno, di cui fino a 20 potranno attenere materie inerenti la revisione legale. Scompare, quindi, il rischio per i dottori commercialisti iscritti al registro dei revisori di dover raggiungere la soglia dei 50 crediti l’anno. Per quanto riguarda, invece, l’equo compenso e il riconoscimento di competenze specifiche ai professionisti, spazio a un’ampia riflessione tra i vertici della categoria e il governo. L’annuncio arriva direttamente dal vicepresidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, Davide Di Russo che, nel prendere parte al Forum che si è tenuto ieri a Milano organizzato da Cassa ragionieri in collaborazione con l’Odcec di Milano sulla «Legge di stabilità 2017 e ultime novità fiscali», ha posto l’accento sulla necessità di armonizzare la formazione professionale continua e sul fatto che «in tema di antiriciclaggio in caso di errori formali da parte dei professionisti non possono essere previste le stesse tipologie di sanzioni che gravano sugli istituti di credito». E, sempre in tema di istituti di credito, Di Russo, si è soffermato sull’importanza della fatturazione elettronica in merito alla quale la categoria ha chiesto un confronto constante con l’Abi. Temi, quelli della fatturazione elettronica, delle sanzioni antiriciclaggio e del riconoscimento del ruolo del commercialista su cui si è soffermato anche il viceministro dell’economia Luigi Casero. «È necessario che venga posto un freno all’idea che quella di commercialista è una professione che può essere svolta da chiunque», ha sottolineato il viceministro, «i commercialisti, in Italia, sono esempio di grande professionalità e tra i primi hanno capito l’importanza della specializzazione dandone prova sul campo tutti i giorni. Alla luce di tutto questo non possiamo non tenere in considerazione la necessità di rimettere mano alle sanzioni antiriciclaggio anche perché», ha precisato Casero, «i professionisti che fanno determinati tipi di segnalazione rischiano in proprio e non possono essere assimilati a dei meri burocrati. Allo stesso tempo, è necessario, poi, riflettere sulla questione equo compenso. Il tutto, fermo restando che l’avvento della fatturazione elettronica è una grande occasione per i professionisti del settore». Al temine dell’intervento Casero ha, inoltre, annunciato come «la questione Intrastat, frutto della necessità di evitare una procedura di infrazione, sarà risolta a breve con l’aiuto anche dei professionisti con i quali a partire da domani (oggi per chi legge) avvieremo un confronto anche sul tema della contabilità per cassa» (si veda ItaliaOggi del 18 febbraio 2017 e ItaliaOggi Sette di ieri). E, sempre riferendosi ai professionisti il viceministro si è soffermato sulla revoca dello sciopero della categoria che ha definito un gesto «che dimostra l’importanza e il valore di professionisti che hanno saputo mettere gli interessi del paese di fronte ai propri e che, siamo sicuri, continueranno a farlo nel contribuire come solo loro possono esser in grado di fare alla lotta all’evasione, grazie ad azioni preventive e consultive, alzando l’asticella e dimostrando di essere ancor di più un presidio di legalità». Un plauso al scelta dei dottori commercialisti è anche arrivato dal direttore dell’Agenzia delle entrate Rossella Orlandi che, a margine dell’incontro, ha sottolineato come «lo sciopero sia stato revocato perché siamo riusciti a instaurare un dialogo costruttivo tra tutti i soggetti che gestiscono la fiscalità nel paese e con i quali è stata trovata una convergenza su temi importanti per il miglior funzionamento del sistema fiscale italiano, sul quale», ha sottolineato la Orlandi, «molto è stato fatto in termini di modifiche e di tentativi di riforma ma sul quale ci sono ancora ampi margini di manovra anche se in tempi lunghi. Il tutto, fermo restando che l’Italia è un paese già all’avanguardia su temi quali la cooperative compliance e l’interpello nuovi investimenti». A porre l’accento sulla necessità di intervenire in tempi il più rapidi possibili su alcuni temi, Maurizio Bernardo, presidente della commissione finanze della camera. «Domani (oggi per chi legge) incontrerò il presidente della commissione finanze del senato Mauro Maria Marino per accelerare quanto più possibile le audizioni con le categorie interessate in modo da fare il punto in tempi rapidi su: razionalizzazione delle scadenze fiscali, fatturazione elettronica e valorizzazione della figura libero professionale». Temi fondamentali anche ad avviso di Maurizio Leo, docente presso la Scuola Superiore dell’Economia e delle Finanze: «L’obiettivo di qualsiasi misura deve essere quello di semplificare e razionalizzare le norme: penso che anche l’autorità politica debba avvalersi della competenza dei professionisti e dei dottori commercialisti». Ad evidenziare, infine, le potenzialità della categoria soprattutto sul territorio, sia la presidente dell’Odcec di Milano, Marcella Caradonna, sia il presidente di Cassa ragionieri Luigi Pagliuca. «Come categoria sul territorio milanese», ha sottolineato la Caradonna, «siamo nelle condizioni di poter offrire molto anche per quanto riguarda la valorizzazione della città come principale meta per le aziende in un’ottica post-Brexit. I tavoli di confronto che si apriranno con le istituzioni sono un’occasione che siamo ben lieti di cogliere per portare il nostro contributo sia su temi inerenti alla categoria, sia su temi inerenti al sistema fiscale». Tesi condivisa anche dal numero uno della Cnpr che ha aggiunto come «compito degli enti sia anche quello di diffondere una cultura della professione che sempre di più si sta dimostrando un’eccellenza del paese».

Beatrice Migliorini

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