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Antiriciclaggio, sanzioni riviste

La mancata acquisizione e conservazione dei dati informativi, delle informazioni sul cliente e sul titolare effettivo sarà soggetta a sanzione amministrativa pari a 2.000 euro. In caso di plurime violazioni la sanzione potrà arrivare a 50.000 euro. Abrogazione della sanzione in caso di tardiva segnalazione di operazioni sospette e mancata Sos con sanzione pari a 3.000 euro. Non accolte, invece, le richieste di esclusione dagli obblighi per i componenti dei collegi sindacali delle società industriali e commerciali e quelle relative alla reintroduzione dell’archivio unico. Confermati i 12 mesi di tempo per le misure di attuazione finalizzate alla valutazione e gestione del rischio. Sono alcuni degli aspetti che derivano dalla stesura finale del decreto legislativo in tema di antiriciclaggio, ieri esaminato dal preconsiglio dei ministri.

Sanzioni per adeguata verifica e conservazione. L’aspetto di maggior rilievo rispetto alla bozza anteriore ai pareri delle commissioni riunite giustizia e finanze, attiene le sanzioni. Vengono, infatti, distinte le situazioni attinenti alla mancata acquisizione e verifica dei dati identificativi e delle informazioni sul cliente, sul titolare effettivo, sull’esecutore, sullo scopo e sulla natura del rapporto continuativo o della prestazione professionale, dalle violazioni gravi ripetute e sistematiche. Nel primo caso viene prevista una sanzione di 2.000 (duemila) euro mentre negli altri casi la pena pecuniaria può arrivare a 50.000 euro. Al di fuori delle ipotesi penalmente rilevanti si è ritenuto che la gravità della violazione vada valutata in relazione alla mancanza, all’incompletezza o alla non adeguata diffusione di prassi operative e procedure di controllo interno, alla mancata collaborazione con le autorità di vigilanza, della rilevanza ed evidenza dei motivi del sospetto, anche avuto riguardo al valore dell’operazione e alla loro incoerenza rispetto alle caratteristiche del cliente e del relativo rapporto ed infine alla reiterazione e diffusione dei comportamenti, anche in relazione alle dimensioni, alla complessità organizzativa e all’operatività del soggetto obbligato. Situazioni analoghe, sia in termini di sanzioni che di gravità della violazione, vengono prese a riferimento nel caso di inosservanza degli obblighi di conservazione.

Operazioni sospette. Del tutto modificata la sanzionabilità per mancata segnalazione di operazioni sospette. Si passa dall’1 al 40% del valore dell’operazione non segnalata o tardivamente segnalata alla seguente previsione: abrogazione della sanzione per tardive segnalazioni; sanzione amministrativa per omessa segnalazione di operazione sospetta pari a 3.000 euro; sanzioni per violazioni gravi, ripetute, sistematiche o plurime da 30.000 a 300.000 euro.

Collegi sindacali. Non accolta la richiesta delle commissioni congiunte della camera che chiedeva di esonerare dagli obblighi antiriciclaggio i soggetti che rivestono la carica di componenti di organi di controllo nei soggetti non obbligati. Il mancato esonero, si legge nella relazione ministeriale, è dovuto al fatto che: le esigenze di razionalizzazione e semplificazione degli adempimenti, previste per i sindaci degli istituti di credito (chiamati solo a comunicare senza ritardo al legale rappresentante operazioni potenzialmente sospette), non sussistono per i professionisti per i componenti degli organi di controllo dei soggetti non obbligati.

Norme transitorie. Confermati i 12 mesi di tempo dall’entrata in vigore del decreto per le procedure inerenti la valutazione e gestione del rischio di riciclaggio (di cui all’art. 16, c. 2), nonché per l’istituzione del registro centralizzato dei titolari effettivi presso il registro delle imprese (art. 21 c. 5).

Luciano De Angelis

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