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Antiriciclaggio, Russia in off side

La Federazione Russa fuori dalla white list antiriciclaggio. Confermata invece la Svizzera. Esclusi illustri Città del Vaticano e la Repubblica di San Marino. È questo il chi sale e chi scende nell’elenco dei paesi cosiddetti equivalenti ai fini della normativa antiriciclaggio che il ministero dell’economia pubblica annualmente come richiesto dalle direttive in materia di antiriciclaggio. Nel decreto del 1° febbraio 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 37 di ieri, dunque l’elenco perde un paese, la Federazione Russa, assottigliandosi a 12 paesi invece dei 13 dell’ultimo elenco, pubblicato il 5 ottobre 2011, con il decreto del 28 settembre 2011. I paesi considerati dallo stato italiano equivalenti e cioè che hanno adottato misure ai fini antiriciclaggio compatibili con le regole interne sono: Australia, Brasile, Canada, Hong Kong, India, Giappone, Repubblica di Corea, Messico, Singapore, Stati Uniti d’America, Repubblica del Sudafrica e Svizzera. Per quanto riguarda i cosiddetti territori nulla cambia rispetto alla precedente lista che dunque risulta così composta: Mayotte, Nuova Caledonia, Polinesia francese, Saint-Pierre e Miquelon, Wallis e Futuna, Aruba, Curaçao, Sint Maarten, Bonaire, Sint Eustatius, Saba. Nella lista non entrano perché beneficiano di un riconoscimento automatico, come evidenziato nelle premesse del decreto gli stati appartenenti all’area economica europea: Islanda, Liechtenstein e Norvegia. Ai fini dei controlli antiriciclaggio questo si traduce in una richiesta di adeguata verifica della clientela per gli intermediari che operano con persone proveniente da paesi esclusi dalla lista mentre i controlli per i paesi presenti sono equiparati a quelli previsti per i paesi a cui si applicano le direttive anti riciclaggio. L’elenco di stati extraUe e territori stranieri sarà soggetto a revisione periodicamente, sulla base delle informazioni disponibili a livello internazionale, delle informazioni risultanti dai rapporti di valutazione dei sistemi nazionali di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo adottati dal Gruppo d’azione finanziaria internazionale (Gafi), dai Gruppi regionali costituiti sul modello del Gafi, dal Fondo monetario internazionale o dalla Banca mondiale.

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