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Antiriciclaggio, ritorna l’archivio unico informatico

Meno corposo ma più vincolante rispetto a quello licenziato una settimana fa dalla Camera. È il parere approvato ieri dalle commissioni Finanze e Giustizia del Senato allo schema di decreto che recepisce la quarta direttiva antiriciclaggio. Complessivamente sono 30 le condizioni (a cui il Governo dovrà attenersi) e 4 le osservazioni. Tra queste spicca la richiesta inserita last minute di consentire all’Uif la firma di protocolli d’intesa con le Procure per comunicare direttamente le analisi sui reati di riclaggio e finanziamento del terrorismo nonché quelli presupposto. Nel gioco delle coincidenze Bankitalia ha comunicato ieri la stipula di un protocollo d’intesa tra la Procura di Roma e l’Ufficio di informazione finanziaria in modo da «fronteggiare le sempre più sofisticate minacce criminali, rafforzando le sinergie volte a intercettare le disponibilità economiche che le agevolano».
Ritornando al parere del Senato, spicca il ritorno dell’Archivio unico informatico mandato in soffitta dal nuovo testo per fare spazio agli archivi autonomi. Nello specifico, come spiega la relatrice per la commissione Finanze Lucrezia Ricchiuti (Mdp), «l’Archivio unico informatico rimane» per chi già se ne serviva, mentre «gli operatori nuovi che faranno segnalazioni avranno archivi propri», essendo «il costo di adesione all’Aui significativo». Altra richiesta di peso è la reintroduzione dell’«obbligo per le Pubbliche amministrazioni – come spiega sempre la relatrice – di procedere alle segnalazioni di operazione sospetta, che non era previsto» .
Sulla stessa lunghezza d’onda della Camera, il Senato punta a superare una disposizione moto criticata dalle categorie in audizione, ossia la tardività della segnalazione antiriciclaggio dopo trenta giorni. «Inoltre – aggiunge Ricchiuti – è stato abbattuto il costo previsto per l’accesso al registro» presente «nelle Camere di commercio».
Per quanto riguarda, invece, gli obblighi di adeguata verifica per le prestazioni con moneta elettronica sotto i 15mila euro si potrebbe profilare un’estensione anche a Poste italiane. Esclusione in vista, invece, per categorie come tabaccai e operatori per ricariche e pagamenti sulle ricariche di carte di credito prepagate.
Sul fronte sanzioni anche il Senato chiede un’applicazione delle penalità amministrative nei casi di violazioni «gravi o ripetute o sistematiche» sia sull’adeguata verifica della clientela sia per la mancata conservazione dei dati e dei documenti.
Infine si chiede a Mef e autorità vigilanti per settore di definire i criteri in grado di stabilire quando le violazioni sono «gravi o ripetute o sistematiche». Mentre per il Senato la fase transitoria per il passaggio al nuovo regime dovrà durare al massimo fino al 31 marzo 2018.

Marco Mobili
Giovanni Parente

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