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Antiriciclaggio, niente più Pec

Niente più obbligo di comunicare l’indirizzo Pec all’Agenzia delle entrate entro il 31 ottobre prossimo da parte dei destinatari della normativa antiriciclaggio. La semplificazione riguarderà però soltanto coloro che hanno già effettuato la comunicazione del loro indirizzo mail certificato a un registro o elenco detenuto da una pubblica amministrazione che, come tale, risulta già liberamente accessibile e consultabile da parete dell’Agenzia delle entrate.

L’eliminazione dell’adempimento introdotto con il provvedimento congiunto della stessa Agenzia dell’entrate e la Guardia di finanza dell’8 agosto 2014, prot. n. 2014/105953, è espressamente previsto nella risoluzione n. 88/e diffusa nella tarda serata di ieri.

Il citato provvedimento di prassi amministrativa accoglie le istanze presentate da alcune associazioni di categoria che non avevano esitato nel bollare come «inutile» l’obbligo di comunicazione dell’indirizzo di posta certificata da parte dei loro iscritti, posto che lo stesso è già reperibile dall’amministrazione finanziaria presso elenchi o registri gestiti da pubbliche amministrazioni quali: le camere di commercio, gli ordini professionali o il centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione.

I soggetti che avrebbero dovuto effettuare la suddetta comunicazione sono infatti i destinatari della normativa antiriciclaggio di cui al decreto legislativo 21 novembre 2007 n. 231 ovvero: gli intermediari finanziari e gli altri soggetti esercenti attività finanziaria, alcuni esercenti attività professionali (commercialisti, consulenti del lavoro, periti ecc.), i revisori contabili nonché gli esercenti le altre attività espressamente indicate nell’articolo 14 del decreto stesso (agenzie di affari, gestori case da gioco ecc.).

Questi soggetti, come ammette la stessa risoluzione n. 88/e di ieri, sono infatti già obbligati a comunicare i loro indirizzi di posta elettronica certificata in virtù del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185, a uno degli organismi pubblici sopra ricordati. In particolare: le società e le imprese individuali, al registro delle imprese; i professionisti, ai rispettivi ordini di appartenenza e le pubbliche amministrazioni, al Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione.

In aggiunta a questi obblighi di comunicazione, la risoluzione di ieri prende inoltre atto che per effetto del decreto legge n. 179/2012, presso il ministero per lo sviluppo economico è stato istituito l’Indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata (Ini-Pec) la cui finalità principale è proprio quella di raccogliere tutti gli indirizzi di posta certificata delle imprese e dei liberi professionisti presenti sul territorio italiano. Tale registro è inoltre liberamente accessibile, senza necessità di alcuna autenticazione, da parte delle pubbliche amministrazioni.

Tutto ciò premesso, conclude la risoluzione n. 88/e, i soggetti di cui agli articoli 11, 12, 13 e 14 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, che hanno già effettuato la comunicazione dell’indirizzo Pec sulla base di una delle modalità sopra descritte, non sono tenuti all’adempimento di cui al punto 6 del provvedimento dell’8 agosto 2014.

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