Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

«Antiriciclaggio, la Pa collabora poco»

Si fa presto a dire lotta alla corruzione, principi di trasparenza, garanzie di concorrenza e legalità negli appalti: è proprio la pubblica amministrazione, per prima, a dimostrare «scarsa sensibilità» quando deve segnalare i fenomeni di riciclaggio. La denuncia arriva dal rapporto annuale dell’Uif, l’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia, presentato ieri. C’è di più: davanti alla «revisione della normativa nazionale» nel settore, dettata «dal prossimo recepimento della quarta direttiva antiriciclaggio» il rapporto Uif stigmatizza la necessità di «contrastare le spinte, che già si colgono, per una generale attenuazione degli obblighi». Le lobby, dunque, sono al lavoro mentre «la direttiva, sotto diversi profili, richiede invece un innalzamento dei livelli di presidio».
Alla presenza del governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, il numero uno dell’Uif, Claudio Clemente, apprezza l’introduzione del reato di autoriciclaggio ma fa una considerazione amara: «Norme adeguate sono essenziali ma sono destinate a restare inefficaci se manca la condivisione di fondo degli obiettivi da parte della società civile» invitata a fare «una precisa scelta di campo, abbandonando agnosticismi e disponibilità alla connivenza». Dall’altra parte, rileva Clemente, «dietro le oltre 70mila segnalazioni vi sono migliaia di persone – presso banche, imprese, studi professionali – che hanno dato prova di impegno civile, che non hanno accettato di far parte della zona grigia di operatori disponibili a rendersi strumento di riciclaggio». Il quadro, insomma, è pieno di preoccupazioni: alcune vicende «pongono in luce come la corruzione sia divenuta anche il mezzo attraverso il quale forme sempre più evolute di criminalità organizzata si infiltrano nell’apparato pubblico, ne condizionano le scelte». E, appunto, «gli uffici della Pa, particolarmente esposti all’incidenza della corruzione per gli appalti e i finanziamenti pubblici, mostrano ancora scarsa sensibilità per l’antiriciclaggio malgrado siano sempre stati ricompresi nel novero dei soggetti obbligati alla segnalazione. Ciò ne accresce la vulnerabilità». Nota di merito, tuttavia, per il Nucleo speciale di polizia valutaria della Gdf, in particolare, e per la Dia, organismi con cui «si è sviluppato uno stretto rapporti di scambio e condivisione».
La relazione stigmatizza il fatto che ci sia «una criminalità che ha sempre meno bisogno di ricorrere all’intimidazione e alla violenza, perché mira a integrarsi nelle istituzioni, a minarle dall’interno». Ma la corruzione viene considerata «una minaccia estremamente preoccupante per il sistema economico-sociale del Paese» perché «mina la fiducia del cittadino nelle istituzioni e nella politica». Senza trascurare l’evasione fiscale che «coinvolge in modo diffuso e trasversale vaste fasce di cittadini» e che con i reati connessi è «un presupposto ricorrente all’attività di riciclaggio». Le segnalazioni di operazioni sospette sono comunque in crescita. Sono state circa 71.700 nel 2014, circa 7mila in più dell’anno precedente, con qualche novità: di queste 59.594 sono poi state inviate agli organi investigativi per un eventuale seguito di indagine, 24.633 con valutazione di rischio «alto» o «molto alto».
Il rapporto si sofferma anche sul terrorismo segnalando le «capacità mimetiche» dei finanziamenti che «rischiano di nascondere la reale entità della minaccia». Accade infatti che «i fondi hanno tipicamente una provenienza lecita e il loro utilizzo viene dissimulato attraverso attività imprenditoriali o caritatevoli di facciata».
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Primo giorno di lavoro in proprio per Francesco Canzonieri, che ha lasciato Mediobanca dopo cinque a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

 Un passo indietro per non sottoscrivere un accordo irricevibile dai sindacati. Sarebbe questo l’...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Doveva essere una Waterloo e invece è stata una Caporetto. Dopo cinque anni di cause tra Mediaset e...

Oggi sulla stampa