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Antiriciclaggio, Italia promossa. Ma più sanzioni

Italia promossa sull’antiriciclaggio. Rispetto alle 40 raccomandazioni rilasciate dal Gafi (gruppo di azione finanziaria internazionale), Roma è ritenuta perfettamente in linea con 10, largamente compliant con 26 e parzialmente compliant con 4. I temi sui quali il paese ha raggiunto la perfetta maturità spaziano dalle norme su sequestro e confisca alla prevenzione del terrorismo, dalla trasparenza bancaria ai poteri investigativi delle autorità di vigilanza, senza dimenticare la cooperazione internazionale e le disposizioni sull’estradizione. Tra i quattro punti di debolezza spicca invece il quadro sanzionatorio: le sanzioni applicabili dalla Banca d’Italia risultano infatti «relativamente basse e scarsamente dissuasive». Sanzioni che peraltro possono essere irrogate solo alle persone giuridiche «ma non anche ai consigli di amministrazione o al senior management». È quanto emerge dal rapporto di mutua valutazione sull’Italia rilasciato sul Gafi, anticipato da ItaliaOggi del 16 ottobre 2015.

Il Gruppo d’azione, organismo globale intergovernativo creato dal G-7 alla fine degli anni 80 per ideare e promuovere strategie di contrasto del riciclaggio, analizza il livello di compliance della normativa italiana rispetto alle 40 raccomandazioni internazionali emanate nel corso degli anni. Analoghe valutazioni erano state svolte nel 2005 e nel 2009. Nel complesso il giudizio è positivo. La regolamentazione e i presidi antiriciclaggio vengono definiti «maturi e sofisticati», in linea con le best practice internazionali, anche se l’invito è quello di non abbassare la guardia dal momento che «i rischi di riciclaggio di denaro restano significativi, derivanti da reati fiscali e attività spesso riconducibili alla criminalità organizzata, come corruzione, traffico di droga e usura».

Il tema sul quale vengono rilevate le maggiori criticità è l’aspetto sanzionatorio. «Vi è margine di azione per irrobustire il regime esistente, anche attraverso un migliore allineamento delle sanzioni con le dimensioni e la capacità finanziaria delle istituzioni interessate e riducendo la tempistica necessaria per la loro irrogazione», osserva il rapporto. Che inoltre auspica chiarezza riguardo al fatto se Bankitalia possa o meno sanzionare gli istituti che rientrano nell’ambito della vigilanza prudenziale esercitata dalla Bce.

Inoltre il gruppo di esperti ha invitato a migliorare i canali di comunicazione tra Uif (unità di informazione finanziaria ) e le altre autorità. Tanto che scrivono dal Gafi sarebbe opportuno autorizzare l’Uif ad accedere alle banche dati di natura amministrativa. E non solo per sopperire alle carenze riscontrate nelle segnalazioni dei professionisti (si salvano solo i notai) l’Uif dovrebbe fornire orientamenti esaustivi in materia di segnalazioni di operazioni sospette.

Nel documento si giudica positivamente l’introduzione della legge sull’autoriciclaggio anche se precisano che «sebbene alcune autorità ritengano che tale criminalizzazione determinerà un aumento dei casi di riciclaggio, è troppo presto per valutarne gli effetti in concreto».

L’adozione della legge è considerata un pregevole passo in avanti, giudizio positivo anche per la nuova perseguibilità del falso in bilancio «costituisce una latro passo avanti, particolarmente significativo ala luce dell’entità dei reati tributari in Italia».

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