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Antiriciclaggio, infrazione per otto stati europei

Antiriciclaggio, la commissione europea avvia procedura d’infrazione per 8 stati membri. Ieri la Commissione europea ha inviato lettere di costituzione in mora per Cipro, Ungheria, Paesi Bassi, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia e Spagna per la mancata recezione all’interno degli ordinamenti nazionali della quinta direttiva antiriciclaggio. Questo è il primo passo di una lunga procedura che potrebbe portare a sanzioni pecuniarie ai governi dei paesi, in caso di mancata applicazione delle norme europee.

La quinta direttiva è stata approvata a livello Ue a seguito degli attentati terroristici che si sono diffusi in Europa nel 2016, ma anche dopo una serie di casi di riciclaggio denaro sporco che hanno colpito numerose banche negli anni recenti. Secondo la commissione, quindi, «le lacune legislative che avvengono in uno stato membro hanno un impatto sull’Ue nel suo complesso». Per questo motivo le norme Ue «dovrebbero essere attuate e controllate in modo efficiente al fine di combattere la criminalità e proteggere il nostro sistema finanziario».

Gli stati membri avrebbero dovuto implementare la quinta direttiva entro il 10 gennaio 2020, con controlli rafforzati su criptovalute, carte prepagate e società di comodo.

La Commissione incoraggia quindi tutti i paesi a implementare le norme con urgenza, «tenendo presente l’importanza di queste norme per l’interesse collettivo dell’Ue». Entro due mesi, in mancanza di una risposta soddisfacente da parte degli stati membri, la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato.

La Commissione europea ieri ha inoltre inviato una lettera di costituzione in mora per l’Italia al fine di adeguare la recezione alla direttiva sulla valutazione dell’impatto ambientale (direttiva Via 2011/92/Ue), provvedimento che garantisce la valutazione dell’impatto ambientale dei progetti pubblici e privati prima dell’autorizzazione. In Italia, secondo la Commissione, le carenze riguardano, tra l’altro, le modalità di consultazione della popolazione, le norme che disciplinano le consultazioni transfrontaliere, la fornitura di informazioni pratiche sull’accesso alla giustizia e i sistemi posti in essere per evitare conflitti di interesse.

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