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Antiriciclaggio, database sui giochi

Una banca dati “antiriciclaggio” per il mercato dei giochi. È la proposta lanciata ieri da Sergio Boccadutri, responsabile Innovazione del Pd, introducendo oggi alla Camera i lavori del convegno «Antiriciclaggio, non si gioca con le regole». L’idea sarebbe quella di istituire un data base tenuto dall’agenzia delle Dogane e dei Monopoli «ad accesso controllato e riservato» alimentato da tutte quelle informazioni sui soggetti cui sono stati revocati i concessionari, così come prevedono le nuove norme antiriciclaggio, «a fronte del venir meno in capo a distributori ed esercenti dei requisiti reputazionali ovvero in presenza di gravi o ripetute infrazioni accertate in occasione di verifiche e controlli». Proposta raccolta anche dal capogruppo Pd alla Camera, Ettore Rosato, confermando sul tema l’impegno della maggioranza in questa ultima fase di legislatura.
Il sistema regolatorio, arricchito dall’attuazione della IV direttiva Ue antiriciclaggio piace agli operatori e come ha ricordato il vicedirettore delle Dogane e dei Monopoli, Alessandro Aronica, «con il recepimento delle nuove norme antiriciclaggio si completa il quadro normativo a presidio del circuito del gioco legale in Italia». A parlare per Aronica sono soprattutto i dati: «Le informazioni a nostra disposizione dimostrano che negli ultimi 10 anni la spesa nei giochi è cresciuta di 7 miliardi di euro, grazie proprio al processo di emersione del gioco illegale sottratto alla criminalità organizzata, che ha avuto come conseguenza l’incremento del gettito e la tutela dei giocatori». In aumento anche le segnalazioni di operazioni sospette. Claudio Clementi, direttore dell’Uif della Banca d’Italia ha sottolineato che «le segnalazioni nel mercato dei giochi sono passate da 12.500 del 2007, a oltre 103mila del 2016. Sono cresciute quindi di 8 volte. Nel primo semestre 2017 erano oltre 49mila».
Per gli operatori però le «opportunità di investimenti hanno bisogno di una adeguata abilità regolatoria», ha detto Giuliano Frosini, direttore Public Affairs Lottomatica . Ben venga dunque il recepimento di direttive del legislatore comunitario, ma attenzione – ha detto Frosini – a regole troppo stringenti che potrebbero portare a «politiche paraproibizionistiche che rischiano di indirizzare giocatori verso l’illegale». Gugliemo Angelozzi, presidente Acadi, che pone invece l’accento sulla necessità di andare a controllare anche chi investe proventi illeciti in asset come sale e punti gioco.
Sulla necessità di andare avanti e investire ancora anche nel mercato dei giochi ha posto l’accento il viceministro all’Economia Luigi Casero nel concludere i lavori del convegno. E un aiuto potrà arrivare anche dall’utilizzo della moneta elettronica su cui il viceministro ha rilanciato l’idea di introdurre agevolazioni ad hoc per incentivare l’uso della “moneta di plastica”.

Marco Mobili

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